Si dicono profughi ma non lo sono (almeno per me)
Mi rattrista profondamente assistere al continuo declino della mia amata Patria, causato dall’afflusso di coloro che si presentano come profughi ma non lo sono, e di molti individui che avanzano richieste sproporzionate (economiche, di connettività, di beni di consumo, ecc.). Per il Governo, la manodopera straniera è essenziale dato il calo delle nascite. Io dico che i lavoratori non si assumono a barconi; si selezionano con metodo e per curriculum professionale e penale. Non sono i «tipi» di persone a cui Cristo fa riferimento nei Vangeli. In ogni luogo, alcuni ministri di Dio li «coccolano», sollecitandoci a ospitarli e a considerarli come Maria e Giuseppe in fuga in Egitto. Sono pienamente consapevole che Maria e Giuseppe, al fine di mettere in salvo il bambino, divennero profughi a causa del re Erode; tuttavia, questa situazione è del tutto distinta e non ha alcuna attinenza con l’attuale afflusso alle nostre coste.
Gianmarco Dosselli
Flero
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


