Lettere al direttore

San Francesco, otto secoli in una poesia

Poesia per l’ottavo centenario transito di San Francesco. Giovanni, fosti battezzato così / come il Battista del Midì / poi i tuoi con francese apparenza / ti diedero un nome di picena potenza: / Francesco non per la Francia / ma per i franchi dell’umbra pancia. Trovatore della vita mondana / versi e musica in lingua occitana / amori e giochi nella pietra rosa / nei palazzi d’Assisi in veste sfarzosa. Poi lo iato / prigioniero / malato / sofferente nel creato. Della carne che m’affossa / salverò le povere ossa / che mi pungono come gomito / che allo stomaco causan vomito. Altissimo glorioso Dio / illumina le tenebre del cuore mio / perché la mia fede sia febbre / che sconfigga pesti e lebbre. Nudo davanti al potere / alla morte ed al piacere / sposo di donna povertà / da cui quattro figli avrà / modellati con la neve / nel tormento della pieve. Sole e luna tra i tufi / pace e bene di un sufi / sceso così in basso / da raggiungere l’alto passo. Uomo santo, uomo buono / dell’Italia rinato patrono. Otto secoli trascorsi dal Cantico / ci manchi ultimo folle romantico.

Andrea Stanga

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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