Quell'odore di plastica bruciata
Mi permetto di rivolgermi a lei poiché non sono stata in grado, finora e neppure con altre Autorità di risolvere un annoso problema di inquinamento che in questa sede voglio rappresentare. Dalle zone medio-alte di via Santelle (la via parte da viale Bornata e si perde nelle pendici del Monte Maddalena) scende assai spesso un odore, forse di plastica o gomma bruciata, molto fastidioso e variamente intenso a seconda dei capricci del vento. A pranzo e a cena, a volte anche al mattino, sono costretta a respirare (o tapparmi in casa) queste folate maleodoranti, così pure i miei vicini. È di ieri sera - domenica 28 marzo ore 21 circa - l'ennesima ed ancor più micidiale ondata di questo puzzo chimico acre che, prima di dileguare, ha stazionato in zona irrorando anche i sempre più spazientiti vicini. E l'odore scende anche sino in via Sanson (che interseca via Santelle) ove decine di cittadini possono confermare il malaugurato fenomeno. Possibile non si possa proprio risalire ai responsabili di questo vero e proprio inquinamento ambientale? Che tipo di materiale bruciano? E questi «responsabili» non si rendono conto di commettere un abuso sanzionabile dalla legge? Del resto qui sui Ronchi non esistono industrie per cui non resta che ipotizzare si tratti di incenerimento di materiali di sintesi tramite comignolo di abitazione o di combustione all'aperto degli stessi e ciò, com'è oramai acclarato, può causare diffusione nell'aria e nel suolo di sostanze altamente velenose e faccio inoltre presente che sono anni che sopporto, con gli sfortunati residenti locali, questa situazione. Alcuni hanno subito anche malattie cutanee e conseguenti interventi chirurgici, speriamo non siano attinenti a quanto sopra denunciato. Ringraziandola per l'attenzione che mi avrà riservato spero proprio che qualcuno che ne ha il potere possa intervenire per la cessazione di questa illegalità. Grazia Guarnieri
Brescia
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