Punto Nascita Sant’Anna chiuso. Le ragioni del cuore
Sono Amina e vorrei solo evidenziare il disagio dovuto alla chiusura del Punto Nascita del Sant’Anna. Tempo fa avevate pubblicato una lettera scritta da un’ostetrica. Mi piacerebbe poter dire due parole anche dal punto di vista di futura mamma. Sono all’ottavo mese di gravidanza, la seconda per la precisione, e sono stata seguita sempre dal Dottor Garbelli. Per motivi personali dovrò programmare un cesareo. Premettendo e sottolineando la bravura, la sensibilità e la gentilezza del Dottor Garbelli, ad oggi mi trovo costretta a dover cambiare ginecologo ed ospedale. Non volendo togliere nulla agli altri ospedali, sono sempre stata tranquilla e serena al pensiero di riparatorie al Sant’Anna, dove durante la prima gravidanza ho trovato tutto il personale gentile, premuroso e più che preparato. Ci sarà chi dice: un ospedale vale l’altro, il Civile è sicuramente il punto di riferimento più attrezzato ecc ecc, ma per una donna in procinto di partorire il dover cambiare ed affidarsi ad altre persone, senza avere punti di riferimento comporta ansia, insicurezza ed anche timore. Sicuramente saranno anche gli ormoni, ma mi sarebbe piaciuto che la Regione, l’Ats, o chiunque abbia deciso di chiudere con così poco preavviso avesse tenuto conto, non solo dei posti di lavoro a rischio e del personale, ma anche di quelle donne già avanti con la gravidanza che si sarebbero appoggiate al Sant’Anna e che ad oggi si trovano costrette a dover compiere una scelta diversa. Il momento del parto è delicato, può essere complicato e di certo avrebbero potuto valutare che una chiusura così improvvisa avrebbe avuto un impatto negativo anche sulle donne già assistite in questo punto ospedaliero. Esprimo tutto il mio dispiacere, senso di insicurezza e anche un po’ di timore per questa scelta, vorrei ringraziare il dottor Garbelli per la professionalità, la correttezza e la sensibilità che ha dimostrato durante tutta la gravidanza e soprattutto ora, non solo nei miei confronti, ma anche nei confronti del personale con il quale lavora. Spero di trovare un ambiente altrettanto premuroso e attento ed esprimo la mia vicinanza a tutto il personale del Punto Nascita del Sant’Anna, oltre che alle future mamme che come me, avrebbero scelto di partorire proprio lì.
Amina
Cara Amina, comprendiamo le ragioni del cuore, ma abbiamo imparato che in certi casi è la testa a dover orientare le decisioni. Ci spieghiamo. Fino a qualche anno fa eravamo in prima linea quando c’era da opporsi alle chiusure dei Punti Nascita dei piccoli ospedali. Consideravamo la breve distanza dalle varie comunità un valore e catalogavamo tra i tagli ingiustificati le decisioni di ridurre i reparti di maternità. Cambiammo idea quando parlammo con un ginecologo di cui ci fidiamo. Ci spiegò che la decisione era medica, non economica o politica. Sotto un certo numero di interventi calano infatti le probabilità di garantire sicurezza, specialmente quando il parto si fa difficile. Certe piccole cliniche sono un nido accogliente, ma per la sicurezza di mamme e bimbi occorrono centri con procedure collaudatissime, prestazioni metodiche, dispositivi e servizi di pronto intervento presenti e funzionanti. Un abbraccio a lei e al nascituro.
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