Lettere al direttore

Per la sicurezza non sempre aiuta la tecnologia

Scrivo per evidenziare che non tutti i cambiamenti tecnologici nel campo della sicurezza stradale portano una diminuzione del pericolo. Mi riferisco al semaforo storico di Rezzato che taglia in due il paese famoso e ricordato per il passaggio di Garibaldi e da me percorso dai primi anni 80, certamente funzionale e unica certezza rimasta sopravvivendo a quella splendida moda di tappezzare tutto il territorio di rotonde. Detto ciò l’altro giorno andando verso la città, avvicinandomi all’incrocio mi sono accorto che per ben 5 secondi i segnali verde e rosso non erano visibili. In prossimità del semaforo è stato messo un palo di sostegno per le telecamere di rilevazione delle infrazioni, ma i nostri vigili della Locale di Rezzato non devono essere troppo forti in matematica e geometria. Alla velocità di 50 km orari il tempo stimato di frenata è di 16 mt ma solitamente e realmente ci mettiamo dai 20/21 mt, se così fosse non si creerebbe alcun problema se non fosse che da 100 mt dell’incrocio fino a 40 mt il semaforo non è visibile e questo sicuramente lascia meno tempo per procedere oppure prepararsi alla frenata. Se il segnale lo vedo quando sono a meno di 40 mt e ci metto 21mt per fermarmi, ho circa due secondi per iniziare a frenare un buon tempo, ma se non ci fosse quel sostegno con appiccicati un tabellone sarebbe tutto certamente più sicuro. Quindi se si vuole sicurezza c’è qualcosa di perverso nell’alloggiamento del sostegno, se invece si vogliono riempire le tasche del Comune è perfetto. Consiglio al Comune di fare qualche verifica per non ritrovarsi una schiera di contestazioni legali alla porta. Per conto mio appena sarò a conoscenza di una fase legale la appoggerò senza indugio (non ho ricevuto infrazioni dal semaforo) ma è meschino il modo di operare di alcune Polizia locali.

Davide Zanatta

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