Papà assistito a casa, un «regalo» davvero prezioso
Io e mio fratello, desideriamo affidare alla pagine del Giornale di Brescia un sincero messaggio di gratitudine, rivolto all’Ospedale Civile della nostra città, alla dirigenza e a tutto il personale medico ed infermieristico. Nostro padre è stato il primo paziente anziano, ad essere inserito in questo nuovo progetto, dedicato alla presa in carico e al sostegno dell’anziano, direttamente a domicilio. L’effettuare l’assistenza sanitaria all’interno delle mura domestiche, non significa solo garantire cure mediche eccellenti e tempestive, ma vuol dire anche preservare dignità, gli affetti e la serenità di una persona fragile, evitandole il disorientamento e lo stress che spesso un ricovero prolungato comporta. Da figli, vedere nostro padre seguito, con tanta professionalità, puntualità e soprattutto tanta umanità nel calore della propria casa, ha dato a noi familiari un sollievo immenso. Per questo desideriamo ringraziare di cuore tutti gli operatori che si spendono ogni giorno in questo servizio, dando un evidente segnale che la sanità pubblica sa essere non solo efficiente, ma anche vicina alle persone e ai loro bisogni più autentici. L’auspicio è che questo nuovo servizio, possa crescere e diventare un modello sempre più diffuso e funzionale a beneficio di tanti altri anziani e delle loro famiglie nella nostra comunità bresciana. Con profonda stima e gratitudine.
Michela e Fabrizio Menghini
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