Lettere al direttore

Operatori funebri al lavoro con l’afa. Urge un confronto

In riferimento all’intervento del presidente di Asof desidero chiarire che i cortei funebri non sono stati sospesi, ma unicamente ridotti rispetto al passato, e, a prova di ciò, proprio questa mattina se n’è tenuto uno. In questa occasione, il parroco ha espresso la propria riluttanza a celebrare il funerale nel pomeriggio a causa delle temperature eccessive, evidenziando come spetti al Comune stabilire direttive e limiti precisi per queste situazioni. Nonostante le difficoltà, il corteo si è svolto regolarmente, incluso l’accompagnamento della salma all’interno del cimitero fino alla tomba di famiglia. Vorrei altresì esprimere la mia consapevolezza del fatto che sono tante le parti che si devono accordare per stabilire quando fare un funerale, ma piuttosto che all’ultimo posto, metterei come prioritaria la condizione in cui i ragazzi devono lavorare. Altro argomento degno di nota sono le case funerarie che sì, sono adeguatamente climatizzatore, ma per gli operatori funebri c’è spesso il divieto di entrare, perché sono quelle figure che hanno il potere di accrescere il dolore dei parenti se vengono viste gironzolare anzitempo, pertanto di loro non ce ne deve essere nemmeno l’ombra fino all’ora «x». Quindi avvolti nel loro completo in fresco di lana, camicia ben abbottonata e sigillata con apposita cravatta, se ne stanno fuori dagli edifici litigandosi i triangolini d’ombra. A conclusione ritengo che per l’apertura di un tavolo a confronto ci siano abbastanza dettagli. Tanto più che mio marito lavora in un centro servizi e la sua esperienza bazzica da un’impresa all’altra, ma le condizioni sono più o meno le stesse.

Chiara Scalvini

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