Non riducete noi musulmani ad estremisti
Abbiamo letto la lettera del sig. Roberto Giudice Faccioli e desideriamo offrire, con rispetto, il punto di vista del Centro Culturale Islamico di Brescia. Comprendiamo che episodi di violenza e terrorismo suscitino paura, rabbia e destino preoccupazione per il futuro di ognuno di noi, ma questi sentimenti crescono in tutti, anche in noi musulmani. Ogni cittadino ha il diritto di sentirsi sicuro e ogni atto criminale deve essere perseguito con fermezza dalle autorità. Su questo non esiste alcuna ambiguità. Ciò che non possiamo condividere è l’attribuzione della responsabilità di tali crimini a un’intera religione o a milioni di persone che vivono onestamente, lavorano, pagano le tasse, educano i propri figli e contribuiscono quotidianamente alla società italiana. L’Islam, come le altre grandi religioni, è professato da persone di culture e Paesi diversi. Ridurlo agli atti di gruppi estremisti significa fare lo stesso errore che si commetterebbe giudicando tutti i cristiani sulla base delle azioni di chi, nella storia o nel presente, ha commesso violenze in nome del cristianesimo. La nostra comunità, presente a Brescia da molti anni, ha sempre collaborato con le istituzioni, con le forze dell’ordine, con il mondo del volontariato e con le realtà religiose del territorio. Il nostro impegno è rivolto all’educazione dei giovani, al rispetto delle leggi italiane, alla promozione del dialogo e della convivenza civile. Chi commette reati deve risponderne personalmente davanti alla legge, indipendentemente dalla sua nazionalità, origine o religione. La sicurezza è un diritto di tutti, anche dei cittadini musulmani, che troppo spesso sono le prime vittime dell’estremismo e della criminalità. Ci preoccupa che si alimenti un clima nel quale un’intera comunità venga descritta come una minaccia collettiva. Generalizzazioni di questo tipo non aiutano a risolvere i problemi reali, ma rischiano di aumentare la diffidenza e la divisione sociale. Desideriamo infine rivolgere un invito sincero al signor Roberto Giudice Faccioli. Le porte del nostro Centro Culturale Islamico sono aperte. Saremo lieti di accoglierlo, offrirgli un caffè e accompagnarlo a conoscere la nostra realtà, le nostre attività e le persone che ogni giorno vivono la propria fede nel rispetto delle leggi italiane e con spirito di servizio verso la città. Siamo convinti che la conoscenza diretta sia il modo migliore per superare pregiudizi e timori. Il dialogo non richiede necessariamente di essere d’accordo su tutto, ma permette di conoscersi, ascoltarsi e riconoscersi innanzitutto come persone.
Ridha Mechergui
Centro Culturale Islamico di Brescia
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