Niente teatro, mi spiace cara moglie mia
Giovedì 25 giugno ore 13.30, apertura biglietteria Teatro Grande. Ore 12.15, con il caldo infernale mi presento davanti alla biglietteria stessa pensando di essere uno dei primi, una signora gentilissima mi porge un biglietto fatto da lei con scritto a penna un numero, il 34, bravissima ha cercato con questo sistema da banco del supermercato, di dare ordine a una fila che diventava sempre più lunga. Ore 13.30 apre puntuale la biglietteria, ore 13.35 si vocifera che non ci siano già più i biglietti per la «Turandot», come è possibile la gente si chiede, altra mezz’ora di coda, e viene confermato dalle persone che escono dalla biglietteria che non ci sono più posti, ma senza un comunicato ufficiale o un semplice biglietto esterno che lo annunciasse, perché non avvisare dell’inutilità dell’attesa? Visto anche il caldo infernale. Penso che una diversa organizzazione possa rendere fruibile alle persone «normali» la possibilità di assistere ad uno spettacolo nel teatro cittadino, senza abbonamenti o... una lancia va spezzata ai lavoratori della biglietteria che, gentilissimi, si sono impegnati prendendo i numeri di cellulare a una promessa di chiamare nel caso si liberassero dei posti. Promessa fatta a mia moglie di portarla a teatro, non mantenuta
A.D.
Bagnolo Mella
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