Lettere al direttore

Naza e le parole che giustificano la violenza

Ho visto il documentario Naza, oltre ad essere uscita dalla sala cinematografica rattristita e avvilita, ne sono uscita molto arrabbiata sul come sono utilizzate le parole e la semantica per giustificare dei massacri umani. Naza, ossia effetto collaterale. Naza, con questo semplicissimo termine si svilisce l’intelletto e l’empatia fra le persone. Naza, con questo semplicissimo termine si giustificano gli omicidi e le violenze dei e sui propri simili. Naza, un semplicissimo termine che potremmo associare all’abbattimento involontario di un muro o alla chiusura anticipata di un supermercato, ma che in realtà non è così. Naza, dietro a questa parola non ci sono donne, bambini, famiglie, case, ospedali, scuole. No, c’è un effetto collaterale che psicologicamente cancella ogni orrore e che continua a perpetrarli. Ora capisco perché non si vuole usare la parola genocidio, perché quella parola interroga la coscienza e chi non vuote ascoltarla, semplicemente afferma: Naza.

Roberta Verzeletti

Brandico

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