Malta, l’inglese che tradisce il suono italiano
Qualche settimana fa, mentre il premier italiano Enrico Letta era in visita ufficiale a Malta, guardando la televisione, notavo con fastidio che alcuni maltesi intervistati dai giornalisti italiani al seguito, facevano sfoggio del loro inglese imparato solo nelle loro scuole locali. La lingua di Shakespeare non è la loro lingua madre, il loro dialetto italico è stato trasformato in lingua ufficiale, assieme all’inglese nel 1934 dai britannici che eliminarono l’italiano per fare un dispetto all’Italia. Purtroppo i maltesi, dopo aver ottenuto nel 1964 l’indipendenza dal Regno Unito, si sono dimenticati totalmente le loro origini italiane, preferendo restare isolati e rifiutando l’Italia come loro Madre Patria. Questi isolani anglicizzati mi ricordano gli abitanti delle vecchie e perdute colonie inglesi che parlano la lingua del vecchio signore, esattamente come i discendenti degli schiavi africani negli Usa. Nel dimenticatoio è finito anche l’irredentista maltese Carmelo Borg Pisani che trovandosi a Roma il 10 giugno 1940 all’entrata in guerra dell’Italia, si arruolò volontario nella Regia Marina. Nel 1942 fu inviato in missione a Malta, dopo alcuni giorni dallo sbarco fu catturato dagli inglesi e processato come spia e traditore ed impiccato il 28 novembre 1942 nel carcere Corradino e seppellito nel cortile dello stesso dove giace tuttora, nonostante sia stato decorato di Medaglia’Oro alla memoria dal re Vittorio Emanuele III - «motu proprio». Prima di essere ucciso scrisse con il proprio sangue sul muro della cella: «I servi ed i vili non sono graditi a Dio». Se l’Italia avesse vinto la Seconda guerra mondiale oggi Malta sarebbe italiana, Carmelo Borg Pisani che nessuno ricorda sarebbe onorato come gli irredentisti italiani della Prima guerra mondiale: Cesare Battisti, Damiano Chiesa, Fabio Filzi, Nazario Sauro, impiccati dagli austriaci, ma questa è un’altra storia! Marzio Zizioli Brescia
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