Lettere al direttore

Mai dimenticare chi a Ferragosto è andato a lavorare

Ho visto il vostro sondaggio di giovedì 13 agosto su come trascorrere il Ferragosto. C’erano 4 opzioni di voto, se permette ne mancava almeno una: vado a lavorare. Non serve fare l’elenco di tutte le categorie che hanno lavorato il 15 agosto. Mi sembra che essere partiti dall’idea che saremo tutti o in ferie o chiusi in casa, sia curioso. Anche l’operosa ed instancabile Brescia si lascia lusingare dalla modalità «non ne posso più»? Cordiali saluti da un lettore turnista.

Stefano Bandioli

Castelvetro Piacentino (PC)

Caro Stefano, ha ragione, ci siamo fatti prendere la mano dal clima vacanziero, omettendo di indicare l’opzione che più a Brescia somiglia, il «vado a lavorare». Improbabile invece che si ceda alle lusinghe del «non ne posso più». E non perché nell’operosa nostra terra la fatica sia lieve, tutt’altro. Ma a pesare di più è l’esasperazione non per il lavorare in sé, bensì per tutti i lacci e laccioli, impicci ed impacci con cui si deve fare i conti, a cominciare dagli eccessi di burocrazia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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