Lettere al direttore

Leopardi e Sinner, sotto il sole (quasi) nulla di nuovo

Leopardi smascherò, tolse il velo alle illusioni che gli uomini costruiscono durante la loro breve esistenza. Lo sguardo non tremò di fronte all’abisso del nulla. Illusioni leopardiane, da non confondere alle nuovissime illusioni sinneriane. Il sogno che alimenta l’immaginazione di ogni giovane atleta è attimo vissuto, è attimo giocato, è attimo che appassiona. Il sogno si trasforma in iperbolica illusione quando s’impossessano del gioco maestri malcontenti o genitori assetati di aspettative. Nulla di nuovo sotto il sole commenterebbe l’Ecclesiaste. È il grande poeta marchigiano a venirmi in soccorso con i suoi versi: «Giocate fanciulli al di qua della siepe, quando sazi riposerete le membra stanche ma felici, all’ora del crepuscolo il sogno verrà a trovarvi, tenetelo stretto e poi lasciatelo, che vada pure oltre la siepe verso l’orizzonte, là dove si radunano tutti i sogni».

Renzo Cominassi

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