Lettere al direttore

Le trote di Emilio e l’airone furbetto che se le mangia

Mi permetto di sottrarre qualche riga alla cronaca per una piccola storia di convivenza tra uomo e natura, una storia a lieto fine. Un mio caro amico, Emilio, alleva trote in una vasca. Ogni mattina, puntuale come un pendolare, arriva un airone, si posa con eleganza ministeriale, ispeziona, e fa colazione con quattro o cinque trote. Un cliente affezionato, con l’unico difetto di non pagare mai il conto. Emilio avrebbe potuto arrabbiarsi e qualcuno gli avrà pure suggerito rimedi sbrigativi. Lui invece mi ha detto solo: «Mi raccomando, non voglio ucciderlo e neppure ferirlo». Così gli ho regalato una pistola giocattolo a salve: tanto rumore, nessun piombo. L’airone si spaventerà, volerà altrove a far colazione. Al regalo ho allegato due versi: «Per l’airone ghiotto che ti ruba la cena: uno sparo per aria, e nessuna pena! Niente piombo, solo rumore: le trote ringraziano di cuore». In tempi in cui si spara, non a salve, mi pare che l’Emilio meriti una piccola menzione d’onore.

Giulio Treccani

Gavardo

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