La verità storica per tutelare l’antifascismo
Pur venendo da una famiglia con una solida tradizione culturale e politica antifascista, non mi sono mai buttato nella querelle fra chi è di più o di meno antifascista. Dubito sempre dei «certificati di autenticità» rilasciati da enti non terzi, o paggio dalle singole tifoserie. Credo sia necessario tornare al lavoro degli storici, quelli che adottano metodi scientifici, quelli che hanno anche posizioni politiche chiare, ma che mai derogherebbero dall’indagine storiografica e dalla verifica accurata delle fonti. Qualche giorno fa mi sono recato alla Festa dell’Unità, credo si chiamino ancora così, per ascoltare il prof Paolo Corsini e l’on. Emilio del Bono. Il prof Corsini ha presentato il suo ultimo libro, che poi ho letto, che coniuga verità processuali, analisi storiche e giudizi politici che oggi non possono più essere messi in discussione. La Strage di piazza della Logga è stata una strage fascista, con il metodo fascista, con alle spalle l’ideologia fascista e il suo brodo di coltura. Vi consiglio di leggere il libro, edito se non erro da Morcelliana, e mettiamolo magari come strumento didattico nelle scuole superiori per permettere ai nostri figli e nipoti di conoscere e farsi uno spirito critico a partire da strumenti che hanno all’interno metodologia scientifica oltre che passione civile. Grazie alla lettura del libro sono stato domenica a Sant’Anna di Stazzema, dove nell’agosto del 1944 vennero massacrate 560 persone, per lo più bambini, anziani e donne. Andate a leggere i nomi, l’età delle persone sterminate per pura vendetta, con i nazisti accompagnati dai fascisti italiani, in una zona a ridosso della quale aveva stanza la Decima Mas che dopo l’8 settembre divenne uno strumento per i rastrellamenti dei partigiani e delle popolazioni civili inquadrata nella Repubblica Sociale Italiana fascista e comandata da un golpista anche in epoca repubblicana come Junio Valerio Borghese. Ecco, a Sant’Anna mentre ero nel museo partigiano con accanto una signora di oltre 80 anni mi sono ritrovato a singhiozzare con lei, perché quando ripenso a quei bambini uccisi, all’immoralità di uccidere inermi e innocenti, il sentimento prevale sulla rabbia. So quanto il Giornale ha dato un forte contributo in tutta la sua storia alla ricerca della verità, alla divulgazione scientifica dei fatti e alla denuncia dei depistaggi. Continuate così, continuate a tenere alto il vessillo della verità storica e non della manipolazione della stessa da parte di chicchessia.
Massimo Cavagnini
Ospitaletto
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