La legge sia davvero uguale per tutti
Allorché si sentono o leggono notizie di cronaca nelle quali delle persone extracomunitarie commettono qualsivoglia genere di reato il primo sentimento che ci assale è naturalmente di condanna, tuttavia, il secondo è spesso la paura di apparire razzisti nel farlo. Potrà sembrare strano ma non succede altrettanto nei confronti di quanti parimenti colpevoli di eguali reati extracomunitari non lo sono. Il razzismo, «la concezione sociale basata sull’errata convinzione che ci possano essere "razze" superiori o inferiori ad altre» è di per sé pura follia, lo comprenderebbe all’istante persino un bambino ma come definire quell’atteggiamento che parrebbe talvolta inibire una corretta valutazione e di conseguenza un’equa condanna (e punizione) verso persone con la pelle di un colore diverso dal nostro nonché provenienza solo perché tali? Usare due pesi e due misure non è forse ugualmente follia? Altrettanto lo sarebbe laddove la Legge tendesse a chiudere un occhio, volesse trovare a ogni costo una giustificazione e adoperasse guanti di velluto con qualcuno e meno con altri. Probabilmente è solo una percezione, magari distorta da certi media, alimentata da coloro che hanno uno scarso senso dell’accoglienza o imposta da quanti non la posseggono proprio. D’altro canto non sarebbe nemmeno giustificabile voler comprendere nonché minimizzare qualsivoglia cattivo comportamento solo perché visto sotto una diversa bandiera. Forse in medio stat virtus, la verità sta nel mezzo. In caso contrario la paura dall’apparire razzisti potrebbe mutare nel sentirsi veramente vittime a nostra volta di una sorta di razzismo però per così dire «all’incontrario», con un ulteriore effetto collaterale: quello di accrescere di volta in volta l’intolleranza verso gli altri e diminuire la virtù dell’accettazione. Allora sì che saremo arrivati alla pura follia e non sarà solo una percezione.
Giuseppe Agazzi
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