In quell’ospedale pare di vivere nell’Ottocento
Non avrei mai immaginato che nella ricca ed industriosa Lombardia e nell’ancor più opulenta provincia di Brescia potesse esistere una struttura così fatiscente e disorganizzata chiamata «ospedale» a Palazzolo sull’Oglio. Pare di vivere in un film dell’ottocento. Inoltre, il personale sanitario pare aver dimenticato del giuramento di Ippocrate, ma soprattutto pare non sappia che le «cose» che hanno difronte sono persone, esseri umani seppur anziani. Il tutto corroborato dalla perplessità espressiva degli altri operatori sanitari venutimi in aiuto. Ricoverata mia madre per problemi dovuti all’età, ho chiesto semplicemente nessun accanimento terapeutico e delle cure palliative (che esistono!) per evitare un’inutile sofferenza, ma tant’è. Tralascio il lungo elenco di quanto è accaduto e le sofferenze indicibili e le innumerevoli volte che ho dovuto richiedere farmaci per ansia ed altro. È morta, 5 giorni dopo la «dimissione», con lenta agonia. Mi faccio da tramite di una sensazione diffusa in merito alla struttura citata e conosciuta a chi di dovere, malcontento profondo raccolto durante i giorni del lutto. Ed allora perché non intervenire? Infine, se nessuno vuol curare questi poveri vecchietti, che cosa ne facciamo?
Vittorina Biatta
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