Lettere al direttore

Il costo delle proteste e le norme che non arrivano

Mentre le proteste degli autotrasportatori si stanno lentamente smobilitando, ora è il momento di fare il bilancio delle conseguenze, facendo i conti anche con il ritardo del Governo nel dare risposte opportune. Sì, perché questa forma di protesta estrema (giusta nelle ragioni, meno nelle modalità con cui è stata condotta), e condannata dalle stesse associazioni degli autotrasportatori, non ha causato ripercussioni solo per i cittadini, che hanno dovuto fare i conti con scaffali vuoti, prezzi delle poche merci disponibili ritoccati al rialzo, mancata disponibilità dei carburanti, autostrade bloccate, mense sguarnite, immondizia non raccolta e cancellazione dei voli a causa della carenza di jet fuel. A farne le spese sono anche imprese agricole, specialmente le produzioni deperibili che hanno sofferto più di tutte, con merci ferme e in alcuni casi condannate a finire nella spazzatura. Il Governo, con grave ritardo, ha finalmente deciso di ascoltare le ragioni degli autotrasportatori, promettendo provvedimenti tesi a calmierare il costo dei carburanti (che comporta rincari sulla determinazione dei prezzi finali dei beni di largo consumo, trasportati per oltre l’86% su gomma). Ma sarebbe anche ora che si decidesse a dare risposte concrete ai cittadini! È il momento di intervenire, con misure concrete, a partire dalla Legge di bilancio, attraverso: l’adozione di un meccanismo di accise mobili adeguato e in grado di attivarsi tempestivamente, quando necessario; una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote Iva su un paniere di beni essenziali (con un risparmio che l’Onf ha calcolato pari a oltre 6.000 euro annui a famiglia); un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia; la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili; monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti; una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, quelli colpiti più duramente da queste dinamiche; la definizione di una reale tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche (e non solo); redistribuire ai cittadini, lavoratori e pensionati, il fiscal drag.

Roberto Loda

Federconsumatori Brescia

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Commenti

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...