I politici e i problemi reali del nostro Paese
Ho visto gente scendere in piazza contro il caro vita, contro le guerre, per difendere il posto di lavoro, per la libertà di un popolo oppresso, per difendere i diritti e la sicurezza delle donne, per avere più sicurezza e dignità sul posto di lavoro. Ho sentito persone preoccupate per la crisi energetica, per le liste d’attesa infinite aspettando visite specialistiche, preoccupata del caro energia dei carburanti con prezzi alle stelle, difficoltà di accedere alla pensione, crisi climatica, generi alimentari sempre più cari e conseguente difficoltà ad arrivare a fine mese. Ho sentito chi ora è al governo promettere abolizione accise sui carburanti, abolire legge Fornero, promettere abbassamento tasse e rinnovi contrattuali. E allora per cosa si dibatte nelle camere? Per la riforma della legge elettorale come se fosse prioritaria per l’Italia che non aspettava altro. Alcuni politici sono gli stessi che in piena crisi dell’ultimo governo Berlusconi (il governo aveva poi dato le dimissioni e un governo non politico ma tecnico ci ha salvato da una grande crisi - governo Monti -) per eccessivo spred/debito pubblico, in Parlamento votavano per chiedersi se veramente Ruby potesse essere la nipote di Mubarak, se la casa di Montecarlo fosse o meno di Tulliani parente dell’On. Fini e per decretare l’immunità a certe cariche dello Stato (e la legge non sarebbe più stata uguale per tutti) anche quelli erano problemi spinosi per un Paese che rischiava il fallimento? Siamo sicuri che certi politici meritano lo stipendio che gli diamo?
Angelo Sorlini
Brescia
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