Grazie al cliente sconosciuto. Ci ha commosso
Oggi vorrei chiedere anch’io un piccolo spazio sul vostro giornale per ringraziare pubblicamente quel signore /a sconosciuto/a che, con la sua lettera pubblicata il 10 aprile, ha profondamente commosso me e la mia collaboratrice. Io sono Meri e, insieme a Monica, da tantissimi anni ci troviamo ogni giorno dietro il bancone della Nuova Forneria di via IV Novembre a Rezzato, citata nella lettera che ci ha colto di sorpresa, ma della quale siamo immensamente orgogliose e onorate. Per noi accogliere i clienti, siano essi abituali o di passaggio, è semplicemente la normalità. Salutare con cordialità, e un sorriso, chiamare molti di loro per nome perché, dopo anni di frequentazione, sono diventati amici, scambiare una battuta o chiedere semplicemente: «Come va oggi?» non è un dovere, ma un piacere. È il piacere di sentirsi parte di una vera comunità, di contribuire a far sentire le persone a casa, e di custodire un luogo dove i rapporti umani sono ancora autentici e possibili. Ogni giorno riceviamo molto più di quanto diamo. L’affetto, la fiducia e la vicinanza dei nostri clienti ci fanno sentire apprezzate e ci aiutano ad affrontare con maggiore leggerezza la fatica che ogni lavoro porta con sé. Sapere che un sorriso, una parola gentile o una semplice attenzione possono lasciare un segno nel cuore di qualcuno è per noi la gratificazione più grande. Vorrei cogliere questa occasione anche per chiedere scusa se, qualche volta, posso essere apparsa brusca o aver detto una parola di troppo. Sono momenti di stanchezza che appartengono a tutti noi e che non cancellano l’affetto e il rispetto che provo per ogni persona che entra nella nostra forneria. Grazie di cuore a quel nostro cliente, o a quella nostra cliente, a tutt’oggi sconosciuti, per le bellissime parole che ci ha dedicato. E grazie a tutti coloro che ogni giorno varcano la soglia della forneria: siete voi che ci fate alzare la saracinesca con il sorriso e con animo sereno, facendoci sentire fortunate e privilegiate. Con gratitudine,
Meri Giuradeo
Rezzato
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