Flussi migratori. Abituati o costretti alla convivenza?
Leggendo l’articolo sulla testa di maiale fatta trovare accanto al centro islamico, non mi ha particolarmente scandalizzato la testa del maiale, visto come certe popolazioni sgozzano i loro animali. Mi ha infastidito la dichiarazione (citata nell’articolo) del loro rappresentate: «È inaccettabile per la comunità bresciana, abituata alla diversità, alla convivenza. Abituata o purtroppo costretta?». Questo è un interrogativo che proporrei ai nostri bresciani.
Max Miu
Montichiari
Caro Max, «abituata» o «costretta», sta di fatto che esiste, a prescindere dalla volontà di ciascuno. Storicamente potremmo discutere sul perché i flussi migratori sono avvenuti, ma si tratta comunque di una realtà irriducibile, impossibili da eliminare, mentre più utile sarebbe immaginare strategie di convivenza che affrontino la complessità, mettendole altresì in pratica. Queste cose però possiamo scriverle noi, che dirigiamo un giornale e dobbiamo fare i conti soltanto con voi che ci leggete, confidando in stima e fiducia reciproca. Un politico che invece ammettesse questo stato di cose e si rifiutasse di ridurre il problema a «pro» o «contro» si ritroverebbe ai margini del dibattito, attaccato sia dagli avversari, sia dai suoi. Impresa titanica - ammettiamolo - anche per un vero statista.
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