Complimentandomi per la puntuale e «costruttiva» descrizione della sequela degli eventi prevista per la celebrazione della Festa della Liberazione in piazza della Loggia, mi sia permessa una doverosa precisazione. A srotolare il cartello e le insegne della Brigata ebraica – concesse dal Museo della Brigata di Milano – è stata l’Associazione Italia-Israele di Brescia, che ogni anno è presente a questo importante appuntamento, previa approvazione delle Associazioni Fiamme Verdi e Anpi, comunicazione al Comune, e via libera delle Forze dell’ordine. È il nostro modo per ricordare - e non «provocare» - il contributo dei 5.000 soldati ebrei della Brigata (tra l’altro insigniti della Medaglia d’oro al valor militare dal Parlamento italiano) nella lotta contro i nazifascisti e degli oltre 1.000 partigiani ebrei che parteciparono alla Resistenza, tra i quali Leo Valiani e Umberto Terracini, padri costituenti. È stato un pomeriggio di unità, tra bresciani che ancora credono nella democrazia e nei principi della Costituzione, indipendentemente dalla propria fede politica. Non abbiamo provocato nessuno, incassando tanto sostegno frammisto a pochi, ma immancabili, insulti. Dal fotogramma scattato a manifestazione ormai conclusa riportato dal Giornale e dalle parole che lo illustrano, si potrebbe dedurre che l’iniziativa faccia capo a un generico «centrodestra» solo in quanto alcuni esponenti politici hanno ritenuto di doverci manifestare la loro solidarietà e vicinanza facendosi ritrarre accanto ai simboli celebrativi da noi portati. Non è così e credo sia giusto, grazie allo spazio che ci vorrà concedere, rivendicarlo. Per l’anno venturo speriamo che analoga richiesta ci venga fatta anche dal centrosinistra. Noi comunque ci saremo, scevri da ogni appartenenza politica, grati a quanti si vogliano riconoscere in questa testimonianza che vuole rappresentare anche un contributo de facto alla sempre più pericolosa deriva antisemita di cui gli episodi milanesi sono l’eloquente fotografia. Concludo con un doveroso ringraziamento, per la professionalità e l’efficienza, alle Forze dell’ordine, ai ragazzi della Digos e ai Carabinieri che ci hanno assistiti durante la manifestazione e un rammarico: se un cittadino deve temere per la propria incolumità nel celebrare la nascita della democrazia, ciò significa che quella democrazia non ha ancora rimosso gli ostacoli per la piena libertà e uguaglianza.
Flavio Casali
Presidente Associazione Italia-Israele di Brescia
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