Elementi preziosi da estrarre da pc e affini: una risorsa
Sono trascorsi ben 13 anni da una prima mia lettera pubblicata sul GdB con la quale chiedevo se ci fosse disponibilità di alcune aziende ad entrare nel business del riciclo del recupero dei materiali nobili e preziosi. Comunicai a diverse aziende l’opportunità economica che dava la lavorazione del riciclo in particolare del Raee, dal quale si potevano recuperare i chips, oltre che i metalli che formavano le schede che si trovano in ogni piccolo o grande elettrodomestico che viene rottamato. Visitando uno stabilimento italiano che raffinava i rottami, ebbi l’opportunità con alcuni amici artigiani, di capire il ciclo di lavorazione che permetteva l’estrazione dei metalli contenuti, oro, argento, gallio e tutti gli altri componenti. Terminata la visita, dopo pochi giorni, chiesi il bilancio dell’azienda tramite la Camera di Commercio. Dalla lettura dei dati, rimasi scioccato dagli utili che l’azienda, con 110 fra operai e impiegati, riusciva a produrre. I dati delle aziende bresciane con il doppio della manodopera avevano utili di meno della metà. Dalle aziende bresciane non ricevetti mai una risposta, tutte impegnate nell’automotive, ora si rodono i gomiti, perché le auto le fanno in Cina. A Castenedolo ebbi l’opportunità di visitare una filiale di una multinazionale svedese, che riciclava il Raee (oltre a frigo, lavatrici ecc.), oggi trasferita ad Angiari Vercelli. Venerdì 19 giugno, trovandomi nell’isola ecologica di Lumezzane ho rivisto l’automezzo della multinazionale Stena che prelevava 6 contenitor Raee. La Isve, anziché riciclare il legno (nobile attività) sarebbe opportuno si dedicasse alla lavorazione di Raee e al recupero dei chips e dei metalli preziosi, che si trova in casa, nelle isole ecologiche.
Lettera firmata
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