Lettere al direttore

Destra e sinistra poco importa. Ecco la mia agenda

Il prof Chiarini, nell’editoriale di domenica, descrive con realismo la situazione poli-partitica italiana. Leggo che come soluzione agli infiniti problemi sociali, invece di dar più voce ai territori, là a Roma si sta ipotizzando di togliere di mezzo i collegi uninominali. E io voto?! Nessuno che dica: più lavoro qualificato per i nostri giovani che scappano; riduzione di 2 (almeno due) mesi delle liste d’attesa; adeguamento buste paga all’inflazione reale (carrello spesa alimentare e bollette), cioè alle cose fondamentali; riduzione gap poveri-ricchi; aiuto reale alle mamme; riduzione di 1% (almeno uno)/anno dell’inquinamento, soprattutto là dove il massacro ambientale è visibile anche ai non vedenti (Pianura Padana); più educazione alla comunità nelle scuole... tutte; più responsabilità e più risorse ai Comuni, liberandoli dai gioghi burocratici di chi sta sopra (Provincia, Regione, Stato, Europa... multinazionali padrone) che chiede «carte» inutili e non controlla niente, se non dietro denuncia; meno denaro liquido e forzato a circolare dal basso in alto; accoglienza ed educazione per chi viene a chiedere aiuto e potrebbe darci una mano; coordinamento visibile delle Forze dell’Ordine; libertà di manifestare sempre nel rispetto di persone e cose; esercito di difesa europeo con fondi europei; uniformità fiscale in Europa... È di destra o di sinistra cercare di migliorare lo Stato... delle cose? Per me è di tutti coloro che desiderano governare con spirito di servizio e non soltanto di comandare.

Paolo Ruggeri

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