Controlli eccessivi? La Polizia locale spiega le sue ragioni
Con riferimento alla lettera pubblicata in data 25/04/2026 e relativa a un grave e dannoso pregiudizio nei confronti della Polizia locale di Rezzato, ritengo doveroso formulare alcune precisazioni. In seguito a verifiche interne, ho personalmente riscontrato che quanto descritto nella lettera citata non corrisponde al vero. Nel corso di un controllo di routine del 09/03/2026, la cittadina scrivente veniva sanzionata per una grave infrazione al Codice della Strada. Nell’occasione gli agenti si comportavano in modo professionale e scrupoloso accertandosi, con la cittadina, l’effettiva comprensione della procedura amministrativa relativa all’infrazione stradale commessa. Ciò veniva avanzato dagli agenti non per un pregiudizio nei suoi confronti, ma per sincerarsi che la stessa avesse ben compreso ciò che dovesse fare in merito ad una seconda infrazione sempre da lei commessa che, però, non veniva verbalizzata, invitando la cittadina a provvedere nel merito. Ritengo che l’operato degli Agenti, che ho il pregio di coordinare, sia da apprezzare, così come la loro forte propensione ad assicurarsi che il cittadino abbia compreso appieno i processi burocratici perché se la cittadina scrivente avesse colto il gesto degli agenti, i quali semplicemente volevano rispiegarle la procedura, il giorno 16/04/2026 non sarebbe stata sanzionata nuovamente, peraltro per l’infrazione non verbalizzata la volta prima. In merito alla lamentela della cittadina circa il fatto che sarebbe stata «trattenuta» per 20 minuti nel corso del secondo controllo, preme ricordare che l’attesa in realtà fu meno di 5 minuti e si rese necessaria poiché la cittadina non trovava un documento per il quale la legge impone l’obbligo di esibizione in caso di richiesta da parte del personale di Polizia. Ebbene, nell’occorso, gli agenti invitavano la cittadina a cercare il documento in maniera approfondita all’interno dell’abitacolo occupando il tempo dell’attesa continuando i controlli di autocarri condotti, a differenza di quanto sostenuto dalla stessa, sia da soggetti italiani che da soggetti stranieri. Gli agenti del nostro Comando attribuiscono, tutti, la massima importanza al rispetto dei diritti fondamentali delle persone e al principio di uguaglianza, valori che guidano quotidianamente l’operato della Polizia locale senza alcuna distinzione legata a nazionalità, origine etnica, religione o altre condizioni personali. Al contempo evidenzio che l’attività e le eventuali sanzioni vengono comminate esclusivamente sulla base di comportamenti oggettivamente rilevanti, nel rispetto delle normative vigenti, e non possono essere influenzate da elementi personali estranei alla violazione contestata. Comprendo che un provvedimento sanzionatorio possa generare disappunto; tuttavia è importante distinguere tra il legittimo diritto di esprimere il proprio dissenso e l’attribuzione di comportamenti gravi e inaccettabili mossi da razzismo, che non trovano e mai troveranno riscontro nei valori, nella formazione professionale e nel comportamento degli agenti. Da quanto sopra esposto, è evidente come oltre ad essere infondate e meramente pretestuose, le accuse formulate nella missiva sono oltremodo lesive della onorabilità e della reputazione del Comando e dell’operato degli agenti coinvolti tanto da non poter a priori escludere eventuali valutazioni più approfondite.
Giacomo Fola
Commissario Capo Comandante del corpo di Polizia locale di Rezzato
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