Coltivare verità e speranza nonostante tutto
Nei giorni scorsi la stampa locale dava notizia di scritte antisemite, comparse in via Battaglie e Rua Sovera in città, dove la Stella davidica era accostata alla svastica nazista e si inneggiava ad Hamas. Non è una novità, ci siamo abituati da anni, con un’intensificazione negli ultimi mille giorni; l’abbiamo sempre segnalato alle autorità, trovando nella disponibilità della sindaca e degli uffici preposti un tempestivo aiuto nella cancellazione. È appena trascorso il 3 luglio, data in cui, nel 1924, si spegneva la vita terrena di Franz Kafka e mi piace ricordare una sua considerazione poco conosciuta ma densa di riflessioni che recita: «Pazienta per un poco: i calunniatori non vivono a lungo. La verità è figlia del tempo: presto la vedrai apparire per vendicare i tuoi torti». Evidentemente l’ebreo Kafka scriveva a qualcuno che aveva subito un torto, una diffamazione, una denigrazione, un’accusa, una supposizione, una teoria... ingiuste. Nessuna strategia di difesa, nessuna risposta alle accuse, agli accostamenti nazisti, all’incitazione alla violenza, alle calunnie infamanti. Una sola promessa: il tempo penserà a fare giustizia. La calunnia richiede uno sforzo continuo al mantenimento che alla lunga non regge. La verità, sempre molto più lenta, non manca mai i suoi appuntamenti. Esiste da sola, non ha bisogno di essere alimentata da distorsioni antisemite o antisioniste (che sono la stessa cosa peraltro). Gli eccidi di Manchester, di Bond Beach, le cacciate da Università, stadi, mostre, festival letterari e del cinema, le vili aggressioni a turisti o osservanti ebrei con kippah e cernecchi, le sfilate con vistosi ciondoli della Terra Santa ma senza Israele, sono il frutto di cotanta menzogna e odio atavici, lo stesso che alimentò Goebbels e il loro Fuhrer meno di 100 anni fa. Noi, a prescindere, coltiviamo verità e... Speranza.
Flavio Casali
Presidente Associazione Italia Israele di Brescia
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