Centro senza auto. Io non d’accordo, così città classista
Ztl su San Faustino, pedonalizzazione di via Tosio, carreggiate sempre più strette. L’Amministrazione comunale ha deciso: l’automobile va cacciata dal centro. E poco importa chi ne paga le conseguenze. Chiamiamola con il suo nome: ideologia. Non pianificazione, non ingegneria del traffico. Il restringimento delle carreggiate non nasce dai dati - nasce dalla convinzione che l’auto sia il nemico da eliminare. Il traffico non sparisce: si riversa nei quartieri limitrofi. Le corsie strette rallentano le ambulanze. Gli ingorghi aumentano le emissioni. Ma questo, evidentemente, non interessa. Le strade sono infrastrutture pubbliche. Appartengono a tutti i cittadini - non solo a chi può permettersi di abitare vicino a una fermata della metro. Restringerle o chiuderle non è un atto di modernità: è una sottrazione. Una città che toglie spazio alla mobilità privata non diventa automaticamente più vivibile - diventa più esclusiva, più classista, più lontana da chi la usa davvero.
Un cittadino bresciano
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

