Caro casa, quartieri popolari sotto pressione
Leggo sul suo Giornale che la nostra città gode del non invidiabile primato di essere al secondo posto in Lombardia, quanto alla incidenza sullo stipendio del costo per l’affitto di un appartamento, appena dopo Milano. Il tema è emerso anche nel recente incontro tra la Giunta comunale ed i quartieri della zona nord. Su questo comparto grava la presenza di almeno 3 grandi istituzioni: gli Spedali Civili e i Campus dell’Università Statale e della Cattolica. Questi sono poli che già oggi hanno espresso effetti collaterali su viabilità e parcheggi. Giova ricordare poi che, al tempo, il Villaggio Prealpino fu costruito per consentire agli operai della OM e agli infermieri del Civile (anche quelli con moglie casalinga) di acquistarsi una abitazione e metter su famiglia, il che avvenne in un contesto sociale solidaristico. I medici si insediarono in Costalunga e Mompiano mentre il circondario del Prealpino fu appannaggio di professionisti, artigiani e commercianti. Oggi quel patrimonio edilizio, ormai cinquantennale, ha bisogno di interventi (in piccola parte effettuati con il 110%). Il suo ammodernamento, o la sua rigenerazione, espone costi non più sostenibili per le originarie classi sociali che lo hanno abitato e nemmeno per il «ceto medio». Poiché le 3 istituzioni, per loro natura, sono destinate a ulteriormente svilupparsi è facile immaginare che, in primis, la pressione abitativa cercherà soluzioni sostenibili in quel comparto, inducendo ulteriore aumento dei prezzi. Di più, il tessuto sociale (in particolare del Villaggio) è destinato a subire un cambiamento, oserei dire antropologico, espungendo progressivamente la componente popolare che l’ha generato e abitato. Giustamente il sindaco ha ricordato in quell’incontro l’importante intervento di edilizia popolare progettato a Sanpolino, sull’asse della metropolitana, quindi accessibile anche a infermieri e operai. Ma ciò lascia intatto il tema della gestione dei processi di modificazione del tessuto sociale di quel comparto. Ho fatto altro nella vita, non ho quindi specifiche competenze urbanistiche o socio-economiche, ma credo che questi processi, apparentemente lontani nel tempo, non possano essere lasciati alle sole dinamiche del mercato.
Sandro Albini
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