Cannoni in piazza. Ecco perché devono restarvi
Con la presente si intende rispondere alla sollecitazione relativa alla rimozione dei cannoni situati presso il Monumento ai Caduti in piazza Roma. Pur riconoscendo la sensibilità dimostrata verso i temi della pace e la volontà di offrire alle nuove generazioni un contesto urbano privo di richiami alla violenza, si ritiene doveroso esporre le ragioni per cui l’Amministrazione ritiene che tali reperti debbano restare nella loro attuale collocazione. La nostra posizione si fonda sui seguenti pilastri. Il valore del monito storico: quei cannoni, ormai inerti e privi di funzione offensiva, non sono un’esaltazione della guerra, ma un severo monito sulle sue tragiche conseguenze. La pace non è un concetto astratto, ma un bene prezioso conquistato a caro prezzo; nascondere gli strumenti del conflitto non cancella il sacrificio di chi è caduto, né le atrocità che ogni guerra porta con sé, ma rischia di edulcorare la realtà della storia, privandola della sua necessaria severità. Funzione didattica contro la «Damnatio Memoriae»: riteniamo che l’educazione dei giovani passi attraverso la conoscenza critica del passato, non attraverso l’occultamento dei suoi simboli. Un monumento «difficile» obbliga il passante a porsi delle domande, favorendo una riflessione profonda sulla libertà e sulla democrazia che una piazza «sterilizzata» non saprebbe suscitare. Per molti cittadini, quegli oggetti sono simboli di identità e strumenti di memoria collettiva verso i commilitoni che non sono più tornati. Gli obici sono stati donati dal Gruppo Autieri di Isorella e esplicitano chiaramente, tramite le targhe apposte, la motivazione per la quale sono stati posizionati insieme alla statua della Vittoria Alata. L’iscrizione cita «A ricordo dei caduti di tutte le guerre». Condividiamo certamente con voi il ripudio alla guerra (art. 11 della Costituzione) ed auspichiamo per il futuro che le tante guerre in atto nel mondo possano cessare, consci che la pace è preziosa e deve essere perseguita e difesa. Siamo certi però che la condivisione di una memoria completa e non semplificata sia la base per una cittadinanza consapevole e nulla ha a che vedere con la sensibilità insita in ogni singolo individuo.
Simone Bellardi
Sindaco di Isorella
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