Caldo torrido e poche tutele per chi lavora
Ho letto l’articolo che parla del divieto di fare lavorare sotto il sole e nelle ore più calde della giornata gli addetti a determinati tipi di lavori. Sono la moglie di un operaio di una delle numerose fonderie di Brescia e provincia. Non una realtà grande dove i diritti dei dipendenti sono tutelati magari grazie alla presenza di rappresentanti sindacali ma una di quelle imprese nate a livello familiare che poi si sono di poco ingrandite; dove ai sindacati nonostante le richieste non viene concessa la possibilità di poter parlare con i dipendenti. Mio marito come gli altri operai durante il periodo invernale deve mettere felpe e pile sotto al giubbino della divisa per potersi riscaldare e durante l’estate lavora in un ambiente dove oltre alle temperature è molto alta anche l’umidità. Questi operai non sono tutelati da nessuno e per loro non esiste nessuna legge? Sono sorvegliati a vista, visto che le telecamere presenti non servono per la sicurezza ma a controllare che non usino l’aria dei compressori per rinfrescarsi un po’ visto che come è stato ricordato loro l’elettricità che fa funzionare i compressori la paga il principale. Io quello che ho scritto non lo scrivo solo per mio marito ma anche per gli altri operai che nonostante abbiano problemi di salute, consapevoli del fatto che la loro mancanza sovraccarichi di ulteriore lavoro gli altri colleghi, vanno ugualmente al lavoro.
Stefania Guerini
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