Caduto nel parco, ma il Comune non ne vuol sapere
In data 2 giugno 2025 alle ore 20 (circa), passeggiando nel «Parco delle Querce» di Monticelli Brusati, tra la zona «sgambettamento cani», superato il cimitero in direzione bar, sono inciampato e caduto. Ero in compagnia di mia moglie e avevo al seguito un cane io e un cane lei. Percorrendo il sentiero prima citato, sono prima inciampato e successivamente con il piede fermo sono caduto all’indietro. In pratica sono rimasto incastrato in un solco e sono caduto a terra sul mio stesso ginocchio, non riuscendo più a muovere la gamba sinistra. Sono stato soccorso da mia moglie. Mi sono recato prontamente al Pronto soccorso degli Spedali Civili, sono stato registrato alle ore 21 del 2 giugno 2025, dopo lunga attesa, alle ore 3 del 3 giugno, mi hanno ricoverato d’urgenza per sospetta lesione del tendine quadricipitale ginocchio sinistro. Alle ore 11 del 3 giugno mi hanno fatto un esame ecografico che ha confermato la diagnosi e alle ore 16 dello stesso giorno sono stato operato d’urgenza. Il 4 giugno ore 14 sono stato dimesso. Rivisto il punto del sentiero dove sono inciampato, subito si nota che lo stesso era percorso da un lungo solco, forse formato dalle piogge, molto profondo e con grosse pietre che hanno sostituito i piccoli ciottoli originali. Proprio a causa di questo solco sono inciampato e di conseguenza sono rimasto bloccato a casa con tutore per 30 giorni e successivamente ho iniziato cicli più o meno lunghi di riabilitazione. A oggi ho ancora problemi avvallati da una relazione da parte della Medicina legale degli Spedali Civili di Brescia che mi hanno attribuito dai quattro ai cinque punti di invalidità. Il sentiero così dissestato, dopo la mia denuncia al Comune, è stato prontamente sistemato, addirittura con macchine meccaniche. Alcuni testimoni mi hanno confermato che il dissesto esisteva già da diversi mesi addietro, così dimostrandomi la scarsa o inesistente manutenzione del sentiero prima che avvenisse il mio incidente. Nonostante alla mia denuncia sia seguita quella del Comune alla sua assicurazione, l’uno e l’altro, hanno subito rifiutato qualsiasi risarcimento/indennizzo rifiutandosi di partecipare anche alla mediazione prevista dalla Legge; secondo loro infatti nonostante la chiara incuria dei luoghi comunali, io avrei dovuto stare più attento. Ma vi pare giusto? Al di là dei cavilli giuridici, il contribuente paga perché i luoghi pubblici siano mantenuti in ordine e non costituiscano pericolo. Spero che questa denuncia serva a ricordare ai cittadini che il Comune non si assume le proprie responsabilità neppure quando sono chiare incuria e ritardo.
Silvestro Nevola
Monticelli Brusati
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