Lettere al direttore

Bravissimo Luca e il suo «lato oscuro dello specchio»

Negli scorsi giorni di giugno, con un caldo infernale, mia figlia Elena, per farmi rimanere in casa data la mia veneranda età, mi ha fatto una sorpresa e mi ha regalato un libro, scritto da un manerbiese di 25 anni, portatore di handicap neurodivergente. Una penna giovane che merita attenzione proprio per questa sua opera: «Il lato oscuro dello specchio» (Lfa Publisher). Lui è Luca Margotti, che ha scelto di non scrivere «su di sé», ma di costruire un mondo strano. La storia parte da un’estate noiosa e da una visita al luna park e finisce in una lotta per la sopravvivenza. Alex ed Elena, i due protagonisti, inseguono una leggenda metropolitana e finiscono risucchiati in un’altra dimensione. Lì trovano creature meravigliose e terribili, e una tribù di ragazzi che condivide il loro stesso destino. È un fantasy, sì. Ma non è solo avventura. Alex è il ragazzo che si chiede se ce la farà, che porta con sé la rabbia e l’insicurezza di chi si sente diverso. È il «lato oscuro» dello specchio. Elena è il coraggio. È la forza di non mollare, di guardare avanti anche quando casa e famiglia sembrano irraggiungibili. Tra loro nasce la vera crescita del libro: due ragazzi che, tra nostalgia e scoperta, capiscono il proprio valore. Lo fanno in un luogo estremo, ma con emozioni che riconosciamo tutti. Chi non si è sentito, almeno una volta, «in un mondo sbagliato», lontano dagli amici e da chi ama? Il colpo di scena arriva alla fine: proprio quando Alex ed Elena pensano di aver trovato la via di casa, e invece scoprono un complotto dentro la propria gente. Alleanze, inganni, scontri: dovranno scegliere se salvare gli amici o redimere i nemici. Ecco il punto: Luca non si ferma al combattimento, chiede ai suoi personaggi la cosa più adulta che esista, cioè la capacità di perdonare per andare avanti. Il lato oscuro dello specchio è quindi un romanzo di formazione travestito da fantasy. Parla di diversità senza mai nominarla, come limite. Parla di crescita, di lealtà, di seconda possibilità. Alex, ragazzo curioso e un po’ impulsivo, è lui che spinge di più per scoprire altre realtà e verità sulla leggenda metropolitana del luna park. Durante l’avventura diventa più responsabile e impara a proteggere gli altri, diventa il punto di riferimento per organizzare la fuga dal villaggio. Elena, amica di Alex è più razionale e riflessiva. All’inizio è scettica, ma quando le cose si mettono male tira fuori coraggio e lucidità, e diventa il cervello del gruppo, di quanti vogliono tornare all’origine. Certo, una storia di fantascienza, che Luca ha ideato con una scrittura agile, divertente, ma anche reale, solida e concreta, rivolta indistintamente sia agli appassionati che ai lettori occasionali, riuscendo a raggiungerne un vasto bacino.

Luigi Andoni

Manerbio

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...