Lettere al direttore

Biglietti per il teatro, una delusione enorme

Scrivo per ricollegarmi alla lettera «Niente teatro, mi spiace cara moglie mia», pubblicata in data 8 luglio, avendo vissuto la medesima delusione. Io e un’amica abbiamo valutato l’acquisto di un abbonamento alla stagione del teatro Grande «Opera e Balletto» ma, a causa dei titoli in cartellone che non ci convincevano tutti e di alcuni problemi sulle date, abbiamo preferito poi virare sull’acquisto di singoli biglietti. Volevamo a questo punto coinvolgere anche le nostre figlie – acquistando 6 biglietti in totale – per lo spettacolo Coppelia, valutando poi anche di decidere tutti insieme di assistere anche ad un’opera lirica. Il 25 giugno, giorno dell’apertura delle vendite, ci siamo collegate online, trovando una situazione desolante: pochi posti rimasti, isolati e molti definiti «a scarsa visibilità». Come possono essere così pochi i posti messi a disposizione e come si può pensare che il pubblico acquisti posti simili, specialmente chi desidera avvicinare le nuove generazioni al mondo del teatro e avrebbe piacere a sedersi accanto ai propri amici e figli per condividere questa esperienza? È incomprensibile che una realtà culturale importante come Brescia preveda un solo balletto in tutta la stagione «Opera e Balletto» e soprattutto che le repliche dei vari spettacoli siano limitate a due sole date. Non è la prima volta che non riesco a trovare biglietti (ricordo la stessa situazione per «Il Flauto Magico»), ma questa situazione non può diventare la normalità. Per quest’anno purtroppo è andata così, ma vorrei avanzare alcune proposte costruttive per il futuro: aumentare le repliche, prevedere almeno una settimana di permanenza per gli spettacoli di punta, o aggiungere date straordinarie pomeridiane/serali quando la richiesta è palesemente alta; prelazione scaglionata per famiglie e residenti: creare finestre di acquisto protette per chi acquista pacchetti familiari, per evitare la dispersione dei posti; sondaggi preventivi: utilizzare i dati storici delle vendite online degli anni passati per calibrare in anticipo il numero di repliche necessarie per i titoli più amati. Il teatro è un bene di tutta la cittadinanza. Spero che la direzione artistica possa raccogliere questo invito per rendere la cultura davvero accessibile a tutti, non solo agli abbonati.

I.G.

Brescia

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