Lettere al direttore

Autovelox sulla provinciale di Manerbio

Buongiorno, desidero raccontare una vicenda emblematica, certo che molti cittadini vi si riconosceranno. Mio padre, titolare di patente di guida da più di 40 anni, ad Aprile di quest'anno ha pagato la prima multa della sua vita, contestatagli per posta con R.R. per aver percorso la strada SP 45Bis, che fa da tangenziale al paese di Manerbio (Bs), alla velocità di 69 Km/h: ben 170 Euro con decurtazione di 3 punti dalla patente. Sulla SP 45Bis il limite è di 90 Km/h. In direzione Brescia diventa di 50 km/h improvvisamente e per un breve tratto di soli 450 metri dal km 28,750 con rilevazione della velocità dopo 200 metri al Km 28,950 tramite postazione mobile. Il cartello di avviso rilevazione velocità viene posizionato circa 1 Km prima a lato della strada ad altezza di circa 1 metro: è elevata la probabilità di non vederlo specie se durante il transito si è preceduti da un mezzo pesante o di grandi dimensioni. Mi sono recato al comando della Polizia Municipale di Manerbio per evidenziar loro che su una strada così ampia e rettilinea e per di più in discesa, passare repentinamente da 90 km/h a 50 Km/h presuppone una discreta frenata con rischio di causare tamponamenti a catena e che sarebbe forse una buona idea, se l'obiettivo è davvero ridurre la velocità in quel tratto, mettere un display luminoso permanente, visibile a distanza (come tanti se ne vedono in giro) che segnali il nuovo limite di 50 Km/h. La risposta gelida e perentoria del funzionario dell'ufficio è stata: «noi non siamo obbligati a mettere un display luminoso di avviso». Dalla risposta, e dai fatti si evince che la Polizia Municipale e di conseguenza il Comune di Manerbio sono più interessati a reprimere infliggendo multe, vista la frequenza giornaliera degli appostamenti, piuttosto che a prevenire con strategie di riduzione della velocità che, guarda caso, ridurrebbero però anche il numero di multe inflitte, cioè le entrate. Ora alcune considerazioni. Mio padre, uomo di vecchio stampo, è mortificato per aver preso la sua prima multa e per aver dovuto pagare 170 Euro, cifra che sente oltretutto sproporzionata rispetto al tipo di infrazione e a fronte di una pensione mensile di 800 Euro. Certo a nessuno di lorsignori importa cosa siano in tempi di crisi 170 Euro per un pensionato, un disoccupato, un lavoratore dipendente, magari precario. Personalmente mi sono convinto, e con me la stragrande maggioranza dei cittadini, che questo sia un malcostume a cui Amministrazioni di ogni colore politico cedono esclusivamente per fare cassa. Nel caso di Manerbio la Giunta fa parte dello schieramento che da anni promette di non mettere le mani nelle tasche degli Italiani. Questi comportamenti furbeschi contribuiscono a creare rabbia e grande diffidenza nei cittadini verso le Istituzioni percepite non certo al loro servizio ma ostili, rappresentate in questo caso dalla Polizia Municipale, dalle Amministrazioni Comunale e Provinciale che si spartiscono l'incasso,e dal Legislatore, cioè dalla Politica, che permette tali vessazioni. Piacerebbe per esempio sapere dal sito del Comune con la trasparenza che al cittadino è invece negata, quante sono e a quanto ammontano le contravvenzioni elevate e a quali scopi vengono destinati i soldi incassati. Aggiungo che un amico ha appena pagato una multa di 53 Euro comminatagli nello stesso tratto di strada. Gli sono stati contestati 3 Km (tre!) oltre il limite dei 50 km/h. Giudichino i lettori.

Ermanno Bodini
Brescia

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