Anch'io «vittima» dell'autovelox di Manerbio
Condivido pienamente le considerazioni del sig. Ermanno Bodini (lettera pubblicata il 6 luglio): anch'io sono stato vittima di quell'autovelox a Manerbio, dovrò pagare 54,60 euro per aver percorso quel breve tratto di strada provinciale alla folle velocità di 63 (sessantatrè) km/h.
Posso capire una riduzione del limite di velocità in corrispondenza del bivio, ma un limite differenziato di 70 km/h sulla provinciale e di 50 km/h sull'ingresso in paese sarebbe molto più sensato, anche se certamente molto meno redditizio per le casse comunali.
Vorrei aggiungere un'osservazione: la sanzione che devo pagare è di 39,00 euro, gli altri 15,60 euro (pari al 40% della sanzione) sono per le spese di notifica. Se fossi stato fermato subito, avrei evitato questo ulteriore balzello nonché la coda in Posta per ritirare la raccomandata, ma evidentemente il Comune di Manerbio trova più comodo salassare i viandanti a domicilio.
Questa triste storia mi ricorda una scena del bel film «Non ci resta che piangere» con Benigni e il povero Troisi: «Alt! Dove andate? Cosa portate? Un fiorino!»: almeno lì c'era il posto di blocco...
È proprio vero: non ci resta che piangere!
Gian Carlo Ariosto
Brescia
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

