Lettere al direttore

Ai riconoscimenti per il dottor Erba uniamo il nostro

Non siamo gli unici, ne siamo consapevoli, ma non possiamo esimerci dall’unirci al coro di coloro che hanno già egregiamente espresso un ringraziamento sentito e sincero verso un medico che tanto ha onorato la sua professione ma che, per raggiunti limiti di età, è costretto a lasciare. Ecco, caro, carissimo dottor Erba, senza di lei ci sentiamo orfani, ci viene a mancare un importante punto di riferimento, incontrarci con lei risultava essere di per sé un inizio di soluzione al problema, lei, attento e disponibile all’ascolto della persona, oltre che del paziente, lei impegnato nel tentativo di far comprendere aspetti della medicina ai più sconosciuti (spesso anche disegnando schemini che aiutassero a comprendere il funzionamento del nostro corpo), lei che non lesinava sul tempo da dedicarci nonostante in sala d’attesa si rumoreggiasse sulla lungaggine delle visite che mai rispettavano i dieci minuti ormai, purtroppo, canonici... Tutto ciò senza dimenticare la persona che lei aveva scelto come valida collaboratrice, Mara, paziente, disponibile e magica nel tentativo di incastrare le innumerevoli richieste di prescrizioni o visite che si moltiplicavano in tempo reale! Ci fermiamo qui, caro dott. Paolo Erba, rischiamo di essere ripetitivi rispetto a coloro che ci hanno preceduto nel riconoscimento (pensieri espressi peraltro ampiamente condivisibili), lei avrebbe potuto continuare ancora a lungo la sua amata professione ma non è stato possibile e noi, nostro malgrado, ci sentiamo costretti a salutarla con infinito affetto e con un: «Grazie grande dottore», la commozione ci prende ma le auguriamo con tutto il cuore una meritata pensione, certi che, tuttavia, nel momento del bisogno, lei per tutti noi potrà sempre e ancora esserci!

Marisa Nolli e Valter Soncina

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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