Addio Germani. Non scordatevi di noi lavoratori
Sono settimane che le notizie sul caso Germani Brescia tengono banco sulle testate locali e non. Ciò che, in tutto questo marasma, però, non ho mai letto, ed è la ragione per cui vi scrivo, è una voce che si esprimesse a tutela del grande gruppo di persone dimenticato in questa vicenda: i lavoratori del settore; i tecnici, i collaboratori amministrativi e non, i professionisti dello sport che, nella realtà dei fatti, saranno i primi a rimetterci personalmente. E, ovviamente, non sto parlando di coloro che rientrano nei piani di trasferimento che il signor Ferrari ha sottoscritto con l’avvocato Matiasic, ma delle decine di collaboratori della società giovanile e del minibasket che, a seguito di queste manovre, rischiano un grave ridimensionamento dello stipendio (già basso, in mancanza di serie tutele di categoria in merito, oppure vittima dell’inquadramento riservato ai più, che li vuole come collaboratori con Partita Iva invece che dipendenti a libro paga), oppure addirittura di perdere il posto. Io, francamente, fremo all’idea che anche le Istituzioni si siano espresse in termini di vicinanza ai tifosi, che infatti verranno interpellati nell’ambito delle trattative per la ricostituzione della società, e non ai lavoratori, che invece non verranno sentiti. La decisione di ripartire da una determinata categoria o da un’altra, e gli investimenti che verranno proposti, impatteranno significativamente sul budget che verrà messo a disposizione del settore giovanile e degli addetti ai lavori, i quali si ritroveranno ancor più sull’orlo del precariato. Che in questo Paese i soldi nello sport si facciano solo nelle categorie più alte è cosa nota da tempi immemori, ma trovo disgustoso il fatto che chi invece dedica anima, corpo e professionalità alle categorie amatoriali debba anche subire lo scherno dell’invisibilità, in manovre che lo danneggiano in prima persona.
lettera firmata
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


