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Italia ed Estero

IL SISMA

«Crollati gli edifici che stavamo mettendo in sicurezza»

Redazione Web

Italia ed Estero
31 ott 2016, 21:23
SISMA, VIGILI DEL FUOCO BRESCIANI A NORCIA

I Vigili del fuoco bresciani erano già in prima linea a poche ore dal sisma che ferì Amatrice il 24 agosto. Ora alcuni di loro sono tornati a poche decine di chilometri da quei luoghi feriti dopo la terribile scossa - e le sequenze sismiche successive - che ha segnato ulteriormente decine di borghi e paesi di Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio.

Le parole di uno di loro risuonano come la cifra della violenza distruttrice e dell'imprevedibilità del "mostro", come è stato ribattezzato il terremoto che ha squassato Norcia e i suoi dintorni in primo luogo: «Edifici che stavamo mettendo in sicurezza sono crollati ancora di più…».

Sono crollati, in altre parole, anche molti di quegli edifici che avevano resistito alle scosse del 24 agosto e quindi a quelle del 26 ottobre. Il sussulto della terra di domenica mattina, attorno alle 7.40, è il più forte registrato dal 1980 in Italia, e non ha avuto pietà dei borghi compresi tra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo. Di interi paesi restano solo macerie e polvere.

A testimoniarlo è in particolare Peter Rasman, vigile del fuoco del Comando di Brescia nonché responsabile del nucleo Usar regionale. Usar è l'acronimo di Urban search and rescue (ricerca e soccorso in contesto urbano). E' la specialità più giovane del Corpo nazionale dei Vvf e raccoglie specialisti della ricerca su macerie. Rasman, raccolto domenica da un elicottero dei Vigili del Fuoco giunto da Milano e atterrato sull'elisuperficie del Civile, è uno dei massimi esperti di questa attività a livello regionale ed è ora al lavoro insieme ad una cinquantina di soccorritori giunti sui luoghi del sisma da tutta la Lombardia, tra colleghi e medici e infermieri di Areu, tra i primi ad arrivare in aiuto delle popolazioni colpite.

«Al campo base di Norcia dei Vigili del Fuoco - racconta - abbiamo allestito il nostro posto di comando e logistica. Nella notte abbiamo presidiato 4 frazioni ed effettuato una ricognizione: non ci sono segnalazioni di vittime, per fortuna, e ora continuerà l'aiuto alla popolazione per il recupero dei beni, la messa in sicurezza degli edifici, e la riattivazione di qualche stalla per il ricovero degli animali».

Se la situazione si stabilizzerà, la squadra dell’Usar rientrerà in Lombardia nelle prossime ore. Sul posto rimarranno invece i colleghi delle sezioni operative impegnati in operazioni quali il puntellamento di edifici e il recupero di beni. Sono proprio loro ad aver rischiato di più durante l’ultima violenta scossa di terremoto domenica mattina, di magnitudo 6.5. Il cambio dell’ora - tornata da legale a solare - probabilmente ha salvato diverse vite, come spiega lo stesso Rasman.

«Se non ci fosse stata ora legale, ci sarebbero state centinaia di vittime del sisma anche tra noi vigili del fuoco. Noi a quell’ora cominciamo a lavorare, ad arrampicarci sugli edifici, a manovrare sulle gru. E molti degli edifici sui quali stavamo prestando la nostra opera sono crollati». 

 

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