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Covid, un esame del sangue tutto italiano prevede la gravità


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22 nov 2020, 06:00
Provette con campioni di sangue - Foto Ansa/Epa/Alessandro Crinari © www.giornaledibrescia.it

Provette con campioni di sangue - Foto Ansa/Epa/Alessandro Crinari © www.giornaledibrescia.it

Un esame del sangue messo a punto da italiani potrebbe prevedere quali dei pazienti Covid-19 andranno incontro a sintomatologia più grave e quindi a maggior rischio di morte: identificato, infatti, un importante indicatore di gravità di malattia, una molecola del sistema immunitario chiamata PTX3. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature Immunology, maggiori sono le concentrazioni plasmatiche di PTX3, maggiore è il rischio che la sindrome si sviluppi in modo grave.

Lo studio è firmato da esperti dell'IRCCS Humanitas guidati da Alberto Mantovani e esperti dell'ASST Papa Giovanni XXIII, guidato da Alessandro Rambaldi. Il lavoro ha coinvolto 96 pazienti presso l'Humanitas e 54 al Papa Giovanni XXIII.

In più, grazie all'analisi bioinformatica supportata dall'Intelligenza Artificiale, ha esaminato i dati di pazienti in Israele e Usa.

PTX3 è una molecola coinvolta nell'immunità e nell'infiammazione, spiega Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas. Nei pazienti Covid-19, questa molecola è presente a livelli alti nel sangue, nei polmoni, nelle cellule della prima linea di difesa (i macrofagi) e nelle cellule che rivestono la superficie interna dei vasi sanguigni (l'endotelio vascolare). «Abbiamo verificato che la PTX3 potesse essere un marcatore di gravità del Covid, grazie a un test messo a punto dai ricercatori di Humanitas», continua. Le due casistiche indipendenti di pazienti, di Milano e di Bergamo, confermano che la misura della PTX3 costituisce, ad oggi, il più importante fattore prognostico associato all'aggravamento delle condizioni dei pazienti, sottolinea l'esperto. 

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