(di Francesco De Filippo) TRIESTE, 22 LUG - Tra i militari della Brigata Piave che l'8 agosto 1916 costrinsero l'esercito austro-ungarico a ripiegare e abbandonare Gorizia, c'era anche il pizzaiolo Salvatore Grasso, napoletano, che, come molti, forse non sapeva neppure dove esattamente fosse Gorizia. Promise che se fosse sopravvissuto avrebbe intitolato il suo locale alla presa di Gorizia. Mantenne la parola e per questo al locale vicino piazza Vanvitelli al Vomero oggi è apposta la targa "Pizzeria Gorizia 1916", che quest'anno compie i centodieci anni; e i Grasso, con Antonio, sono alla terza generazione. A ricostruire la storia è Giuseppe Colasanto, ex funzionario della Polizia di Stato che ha lavorato anni all'estero in teatri di guerra, con la passione per la storia, che ha fatto specifiche, ma non criminogene, indagini sul legame tra Isonzo e Napoli. "Al ritorno a Napoli - spiega Colasanto - Grasso e sua moglie Anna rilevarono un antico locale dal duca Pironti, e lo chiamò, appunto, 'Gorizia'. Fu la prima trattoria del Vomero - all'epoca zona in collina lontano dal centro - luogo famigliare di cucina partenopea, vino e ricette classiche. Con il tempo si affermò la pizza e quindi la trattoria diventa un ristorante". Oggi all'interno del locale campeggia una foto in bianco e nero datata 1925, è il fotogramma di un film con in primo piano Leda Gys, famosa attrice del cinema muto; alle sue spalle c'è il locale Nuova Pizzeria Gorizia di Salvatore Grasso (con lui immortalato all'ingresso) e sulla vetrina la scritta "Colezioni alla forchetta". Il vetraio sbagliò la vocale ma l'abitudine del luogo era lo stesso ben chiara: "alla forchetta", spiega Colasanto, "significa che gli avventori entravano con un pezzo di pane, lo aprivano a metà e chiedevano al titolare di farcirlo con una 'forchettata' di friarielli, melanzane, carciofi, o quel che c'era di pronto quel giorno". La ragione sociale "Gorizia" ormai somiglia a un brand: al Vomero c'è anche un'altra pizzeria con quel nome. "E' di proprietà del figlio di Salvatore il 'goriziano'". E come la prima ha un passato di guerra alle spalle: "La aprì di ritorno da un campo di prigionia in Germania, a seguito degli accadimenti bellici di Cefalonia, al termine del secondo conflitto mondiale".
Un apparente controsenso della gastronomia, la pizzeria 'Gorizia' a Napoli
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