VARESE, 13 LUG - Ergastolo con l'aggravante della premeditazione per Vincenzo Gerardi, imputato per l'omicidio della moglie Teresa Stabile, uccisa il 16 aprile 2025 nel cortile del condominio di via San Giovanni Bosco a Samarate, in provinciadi Varese. È la richiesta formulata dal pubblico ministero Ciro Caramore nella requisitoria davanti alla Corte d'Assise di Busto Arsizio. Per l'accusa, non vi sono motivi per concedere le attenuanti generiche: la premeditazione dell'omicidio di Teresa, uccisa a coltellate, sarebbe dimostrata anche dagli scritti-testamento lasciati ai figli prima del delitto, nei quali Gerardi avrebbe manifestato l'intenzione di ammazzare la moglie e togliersi la vita. Il pm ha respinto la tesi difensiva della gelosia patologica, esclusa dalla perizia psichiatrica che ha giudicato l'imputato capace di intendere e di volere. "La gelosia non è un'attenuante ma un'aggravante, perché riconducibile ai futili motivi", ha sostenuto Caramore, definendo "inaccettabile" ogni richiamo a giustificazioni culturali. Secondo la procura, Gerardi non aveva accettato la decisione della moglie di separarsi e l'avrebbe uccisa quando aveva ormai perso il controllo su di lei, al termine di un rapporto definito "tossico". Nella parte finale della requisitoria, il pm ha richiamato anche le denunce che Teresa Stabile avrebbe tentato di presentare ai carabinieri di Samarate, sostenendo che sarebbe stata invitata a riflettere prima di denunciare il marito E ha parlato di una "responsabilità morale" dei militari, pur ricordando che il relativo fascicolo risulterebbe archiviato. Il 20 luglio sono previste le arringhe delle parti civili e della difesa. La sentenza di primo grado è attesa il 24 luglio.
Uccisa a coltellate nel Varesotto, pm chiede l'ergastolo per il marito
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