Italia e Estero

Traffico illecito di rifiuti, 20 indagati a Parma

PARMA, 07 LUG - Raccoglievano rifiuti ferrosi di officine meccaniche e cantieri edili e li portavano in quattro siti di stoccaggio abusivi privi di sistemi idonei a impedire la percolazione di liquidi pericolosi; violando le normative in materia, i materiali venivano sottoposti a cernita e smontaggio, per essere poi rimessi in commercio grazie quattro ditte di recupero compiacenti, con sedi nelle province di Parma e Reggio Emilia. Venti persone e 4 società sono state indagate, a vario titolo e in concorso tra loro, per traffico illecito di rifiuti. Il nucleo principale è formato da membri di una famiglia calabrese residente in Emilia. Coordinata dalla Dda di Bologna e dalla Procura di Parma, l'indagine è stata condotta dalla compagnia carabinieri di Parma, dal Noe di Bologna e dal Nipaaf di Parma: ha permesso di smantellare una rete dedita alla gestione abusiva e al traffico illecito di ingenti quantitativi di rifiuti metallici, ferrosi e non ferrosi, e di veicoli fuori uso. Sotto sequestro sono finiti quattro siti di stoccaggio abusivi nei comuni parmensi di Langhirano, Neviano degli Arduini e Corniglio. Sigilli anche a sei autocarri impiegati per la commissione dei reati e sprovvisti di idoneo titolo autorizzativo al trasporto. Soltanto nel 2023 sono stati documentati 500 trasporti abusivi di rifiuti in uscita dai siti non autorizzati, per un totale di oltre 650 tonnellate di materiali movimentati. La commercializzazione abusiva avrebbe fruttato un profitto illecito complessivo stimato in circa 300.000 euro (calcolato sulla base di un valore medio di 330 euro a tonnellata per il ferro e acciaio), a cui si aggiunge l'abbattimento dei costi aziendali grazie all'inosservanza della normativa ambientale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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