Italia e Estero

Sos via social di una studentessa bresciana: «Bloccati a Gerusalemme, riportateci a casa»

La sedicenne Valentina, in viaggio con mamma, sorellina, cugino e un gruppo veronese di pellegrini, potrebbe tornare oggi in Italia
Il gruppo veronese con Valentina e altri bresciani a Tel Aviv prima dell'attacco
Il gruppo veronese con Valentina e altri bresciani a Tel Aviv prima dell'attacco
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«Siamo bloccati in una struttura a Gerusalemme, nel quartiere arabo. Non sappiamo cosa fare». Le parole espresse in un video lentamente, con volto cupo e tono di voce preoccupato, da Valentina, sedicenne di Brescia, generano apprensione in chi le ascolta, conosce la storia e vede i telegiornali: «Non riusciamo a tornare a casa, non riusciamo a trovare i voli: vengono cancellati uno dopo l’altro. Con noi ci sono anche dei bambini e dei neonati di quattro mesi. Ci rivolgiamo all’Italia, al Ministero degli Esteri: per favore un aiuto per riportarci a casa sani e salvi».

Il tam tam è immediato: la registrazione gira di cellulare in cellulare. Lei, dall’hotel in cui alloggia insieme alla mamma, al marito della mamma, alla sorellina, al cugino e a una comitiva veronese della Chiesa apostolica della Restaurazione (38 persone in tutto, compresi 2 neonati, 5 bambini e sei adolescenti), preferisce non aggiungere altro.

La rassicurazione che le cose, però, stanno prendendo la giusta piega arriva da papà Alessandro, che da Brescia sta seguendo ora dopo ora, preoccupato, la delicata questione: scartata l’ipotesi di farli partire dalla Giordania (Amman), un pullman - ci ha raccontato ieri pomeriggio - era atteso ieri sera in hotel per portarli, da lì, all’aeroporto di Tel Aviv: sono riusciti a prenotare il volo delle 4.40 per Verona (arrivo a 7.40), ma poi la partenza è slittata, anche se la Farnesina ha garantito al gruppo che sarebbe comunque avvenuta dopo un paio d’ore. «Speriamo non ci siano altri intoppi e riescano davvero a tornare» l’auspicio di Alessandro.

Valentina, studentessa della classe quarta del liceo classico Arnaldo di Brescia, è partita dall’Italia il 29 settembre per un viaggio culturale e religioso in Terra Santa. «I primi giorni sono stati bellissimi - ha aggiunto il papà facendo riferimento ai racconti della ragazza -. Non c’era motivo di immaginare ciò che poi sarebbe accaduto».

Il rientro era fissato sabato. Quel giorno, il giorno in cui è iniziato l’attacco di Hamas a Israele e Israele ha risposto contrattaccando a sua volta la Striscia di Gaza, «sono andati in aeroporto a Tel Aviv, hanno fatto mezzo check-in e poi sono stati rimandati in albergo. Se fossero arrivati un paio di ore prima forse sarebbero partiti, invece nulla» ha spiegato il papà. Dall’hotel di Gerusalemme - con il suono raggelante delle sirene antimissile in sottofondo - è iniziata la serie di chiamate per organizzare il prima possibile il rientro in Italia: «Fino a domenica sembrava tutto in alto mare - ha aggiunto Alessandro -. Ecco perché mia figlia ha registrato il video (così come altri componenti della comitiva, ndr). Poi, con l’aiuto della Farnesina e dell’agenzia che aveva organizzato il viaggio, sono stati prenotati i biglietti».

Se tutto va come previsto, oggi Valentina e i suoi compagni di viaggio saranno in Italia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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