Italia e Estero

Sequestrati 1.000 razzi nautici, potevano dare 150 kg di esplosivo

VIAREGGIO (LUCCA), 24 LUG - Circa 1.000 razzi di segnalazione nautici sequestrati su una vettura in autostrada A/12 a Viareggio (Lucca) potevano far ricavare 150 chili di esplosivo. Lo fa notare il Consorzio Gestione Pirotecnici (CoGePir) ente no profit con funzione pubblica istituito dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), che è stato contattato dalla Polizia stradale per la gestione in sicurezza del materiale, sequestrato il 20 luglio. "Dal quantitativo si sarebbero potuti ricavare circa 150 kg di esplosivo netto - dicono dal CoGePir - Viene spontaneo chiedersi a quale scopo illecito, o peggio, fosse destinato un simile carico". Denunciati due francesi che viaggiavano sull'auto dove erano stipati i razzi. "Il materiale scoperto - viene spiegato - non è a uso ricreativo (tipo fuochi d'artificio), ma per uso esclusivo di emergenza in mare. Il fatto che fossero tutti articoli scaduti, e che nell'auto non vi fossero altre dotazioni di bordo, solleva interrogativi inquietanti". Questi razzi, prosegue il CoGePir, sono equiparabili ad armi da fuoco e non detenibili senza porto d'armi fuori dall'imbarcazione, "rientrano nella IV categoria Tulps (P2 europea) in quanto contengono esplosivi ad alto potenziale come la balistite, un potente deflagrante composto da nitroglicerina e nitrocellulosa". I razzi sono scaduti ma mantengono capacità esplodente. Ora sono in un deposito in attesa del nullaosta per la distruzione. I due francesi sono stati denunciati per trasporto abusivo di materiale esplodente, ovvero in assenza di apposita licenza. "La domanda fondamentale - dichiara Piervittorio Trebucchi, direttore generale del CoGePir - è come siano entrati in possesso di tali artifizi, la cui vendita è strettamente riservata a armatori e comandanti di navi. L'ipotesi più probabile è che provengano da un circuito illegale. Si ritiene che un rivenditore o provveditore nautico si sia approvvigionato al di fuori della legalità, ovvero acquistando da produttori o importatori non aderenti al sistema CoGePir, e quindi abbia accumulato ingenti quantitativi di razzi scaduti ritirati dai clienti. Non potendoli avviare a distruzione in filiera controllata, avrebbe scelto la via criminale di reimmetterli sul mercato nero".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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