Italia e Estero

Restituiti alla Comunità ebraica di Roma due volumi trafugati

ROMA, 13 LUG - Due antichi volumi del XVI e XVII secolo, trafugati durante e dopo l'occupazione nazista di Roma e recentemente rintracciati sul mercato antiquario statunitense, sono stati restituiti oggi alla Comunità Ebraica di Roma e al Collegio Rabbinico Italiano nel corso di una cerimonia al Museo Ebraico di Roma. Il recupero è stato reso possibile grazie all'attività dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, coordinati dalla Procura di Roma, in collaborazione con le autorità statunitensi e il ministero della Cultura. I due testi sono il Peirush Megilath Esther, commentario al Libro di Ester del rabbino Elisha Gallico, stampato a Venezia nel 1583 e appartenente alla biblioteca Talmud Torah della Comunità Ebraica di Roma, e il Nachalath Ya'akov di Yaakov Hailpron, edito a Padova nel 1622, proveniente dal patrimonio del Collegio Rabbinico Italiano e custodito presso la Biblioteca Nazionale dell'Ebraismo Italiano "Tullia Zevi". "Con la restituzione di oggi celebriamo il ritorno a casa di due preziosi volumi antichi, un frammento della storia della Comunità Ebraica di Roma, testimoni vivi di una tradizione di studio che ha accompagnato generazioni di ebrei romani attraverso persecuzioni e rinascite", ha affermato il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun. "Quando un libro viene sottratto, disperso o dimenticato si interrompe un legame con il passato. Per questo il valore del recupero è anzitutto quello di una restituzione di memoria", ha aggiunto, ringraziando i Carabinieri Tpc, la Procura di Roma, le autorità statunitensi e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. "Mi è stato detto che il ministro si è personalmente attivato negli Stati Uniti, ponendo le basi affinché chi poteva fare, facesse. Di questo lo ringraziamo". Sul contrasto all'antisemitismo è intervenuto anche il questore di Roma, Roberto Massucci. "Questa è una giornata storica che racconta molto dei valori sottostanti a questa vicenda. Bisogna insegnare alle nuove generazioni a ricordare e che i valori del saper stare insieme, del condividere e dell'attenzione alle persone fanno sempre la differenza", ha affermato. "La nostra vicinanza alla comunità e la nostra capacità di ascolto quotidiana, minuto per minuto, sono la vera ricetta contro episodi che colpiscono sentimenti che dobbiamo assolutamente tutelare. Questa vicinanza e questa grande amicizia istituzionale sono un antidoto importante". Anche la presidente dell'Ucei, Livia Ottolenghi, ha sottolineato il ruolo della cultura nella prevenzione dell'odio, commentando a margine la recente condanna per gli insulti social rivolti a Liliana Segre. "L'antisemitismo si combatte a 360 gradi. Ma si combatte molto anche con la cultura. Questa restituzione è un modo per riaffermare l'importanza del rispetto, della conoscenza e quindi anche della lotta contro l'antisemitismo", ha dichiarato. Il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha definito la restituzione dei due testi "il tempo del recupero", richiamando un passo del libro del Qohelet secondo cui "c'è un tempo per ogni cosa". "Questi libri tornano finalmente a casa, nelle biblioteche che testimoniano una storia di studio, passione, sofferenza e persecuzione. Ci auguriamo che questo sia solo l'inizio di ulteriori restituzioni", ha affermato. Di Segni ha inoltre sottolineato che i volumi recuperati "non sono soltanto libri ebraici, ma fanno parte della cultura italiana": scritti da rabbini italiani e stampati in Italia, "appartengono alla storia culturale del Paese, che non può essere raccontata senza il contributo della presenza ebraica".

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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