Italia e Estero

Quirinale, Cominardi: «Draghi non ha fatto bene a Palazzo Chigi»

Il deputato bresciano fuori da Montecitorio ieri dopo la prima chiama: «Voterò bianca finché sarà l’indicazione del movimento»
Claudio Cominardi. Deputato del Movimento 5 Stelle dal 2013 - Foto Chiara Daffini © www.giornaledibrescia.it
Claudio Cominardi. Deputato del Movimento 5 Stelle dal 2013 - Foto Chiara Daffini © www.giornaledibrescia.it
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Latita al telefono durante il giorno, ma nel tardo pomeriggio, appena uscito da Montecitorio per la prima chiama per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica, l’onorevole Claudio Cominardi, deputato del Movimento 5 Stelle e tesoriere del partito fondato da Beppe Grillo, si concede ai microfoni proprio davanti alla Colonna di Marco Aurelio, nell’omonima piazza romana.

«Veniamo da giorni di confronti - dice Cominardi -, il M5S ha parlato con tutti e il dialogo è ancora aperto, ma per ora resta un clima di forte incertezza, si sta sul chi va là e la situazione penso non cambierà prima di giovedì, data entro la quale molti voteranno scheda bianca». Anche lei? «Se è l’indicazione del M5S, votare scheda bianca fino a giovedì, questo farò. Non prendo iniziative personali».

Il partito guidato da Giuseppe Conte domenica sera si è riunito in una lunga assemblea, durata fino a dopo mezzanotte: «C’era tutta la cabina di regia - conferma il parlamentare adottato bresciano (nato a Calcinate, in provincia di Bergamo, abita da sempre a Palazzolo sull’Oglio) -, 18-20 colleghi che hanno intrapreso un percorso molto partecipato internamente. All’assemblea congiunta camera-senato erano presenti praticamente tutti, si sente la voglia di essere attori di questa partita».

Match in cui restano ancora molti sfidanti in campo, uno su tutti: Mario Draghi. «Draghi è il nome più quotato in un certo tipo di establishment, che va anche oltre i confini italiani, ma personalmente non ne vado entusiasta». Dovrebbe rimanere al governo? «No, non giudico in maniera positiva la sua azione all’esecutivo fino a oggi, né penso potrebbe fare diversamente al Quirinale. I provvedimenti che si sono susseguiti non hanno portato all’unità nazionale, non ci sono state misure di coesione sociale, ma al contrario vedo un Paese sempre più frammentato, arrabbiato e diviso. Al Colle, così come a Chigi, ci possono essere alternative migliori: in Italia abbiamo solo Draghi?».

E allora chi, se non lui? «Nell’assemblea di domenica è stato fatto il nome di Andrea Riccardi, una figura che, secondo me, è da guardare con rispetto e attenzione. È lontano dai partiti, tanto di centrosinistra quanto di centrodestra, ha un passato importante nel mondo del volontariato, potrebbe essere una scelta praticabile. A me interessa che il presidente della Repubblica sia una brava persona, che si sia distinta per motivi civili e sociali, non un’opzione di bandiera, né un politico o un ex militante. È questo ciò di cui hanno bisogno gli italiani».

Negli ultimissimi giorni sembra tornata l’ipotesi di un Mattarella bis: «Non credo sarebbe una buona idea - precisa dell’onorevole -. Mattarella ha ribadito più volte di non essere interessato e di non ritenere giusto fare ancora il presidente, non mi sembra il caso di tirarlo per la giacchetta». Altre figure da scongiurare, a parte chi si è già ritirato? «Una marea… Per primo mi viene in mente (ancora, ndr) Draghi». E con Grillo come va? «A gonfie vele, tutte le volte che lo sento mi pare sereno».

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