Italia e Estero

Morte avvelenate: dai telefoni altri elementi importanti per l'inchiesta

CAMPOBASSO, 17 GIU - Altri elementi ritenuti "importanti" da chi indaga sono emersi negli ultimi giorni nell'ambito dell'inchiesta sul giallo di Pietracatella. E' quanto trapela da fonti qualificate. Gli elementi a cui si fa riferimento sono, con ogni probabilità, legati a quanto sta emergendo dalle chat dei telefoni sotto sequestro, in particolare quelli delle due donne morte per avvelenamento da ricina, Sara Di Vita e sua mamma Antonella Di Ielsi. Sono migliaia le conversazioni scaricate dagli smartphone della famiglia Di Vita, in queste ore analizzate dagli investigatori che stanno mettendo a confronto i contenuti con le deposizioni dei testimoni. Un lavoro che durerà ancora a lungo, considerato che per alcuni telefoni vengono esaminate conversazioni anche di molti anni indietro nel tempo. Anche per questo alcuni interrogatori più importanti potrebbero avvenire solo dopo che l'analisi dei telefoni sarà conclusa. E' intanto al vaglio della magistratura la posizione di un'amica di Antonella Di Ielsi che nei giorni scorsi è stata denunciata dalla Squadra Mobile per favoreggiamento. Le viene contestato di aver ostacolato le indagini non avendo riferito delle tensioni tra i coniugi Di Vita, tensioni che lei invece conosceva, avendone discusso su whatsapp con la stessa Antonella. La donna si è affidata all'avvocato Mariano Prencipe il quale, prima di pronunciarsi sul caso, attende le decisioni della magistratura. Mentre in Questura a Campobasso prosegue il viavai di testimoni che vengono sentiti dagli investigatori, si avvicinano scadenze importanti per l'inchiesta: entro fine mese dovranno essere consegnati, dopo tre proroghe, gli esiti delle autopsie.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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