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Migliaia in corteo a Cassino per difendere lo stabilimento Stellantis

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CASSINO, 20 MAR - In migliaia a Cassino al corteo per difendere il futuro del comparto industriale metalmeccanico che ha il suo caposaldo nello stabilimento Stellantis Cassino Plant e nel suo indotto. Tremila, secondo la questura di Frosinone, quasi cinquemila, secondo i sindacati, i partecipanti. Il corteo, partito intorno alle 9,30 da piazza De Gasperi, davanti al Municipio, ha raggiunto corso della Repubblica e sfociando in piazza Diaz, al grido "Cassino non si tocca". Presenti i segretari generali dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, Michele De Palma (Fiom), Rocco Palombella (Uilm), Ferdinando Uliano (Fim), l'ex presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti con buona parte del gruppo regionale Pd, il segretario ed il presidente regionale del Partito Daniele Leodori e Francesco De Angelis. Presenti quasi tutti i sindaci del Cassinate, il presidente della Provincia Luca Di Stefano con buona parte del Consiglio Provinciale. Tra i vari interventi, ci sono stati quelli dei lavoratori licenziati dalla Logitech: hanno parlato di "dignità calpestata. Bisogna continuare a urlare nelle piazze e fuori dallo stabilimento". I sindacati hanno spiegato che in queste ore il ceo di Stellantis sta definendo il piano industriale che presenterà a maggio agli investitori ed una volta scritto sarà impossibile ottenere modifiche "meglio allora che diciamo adesso che Cassino non si tocca, rivendichiamo il nostro ruolo e la nostra mission. Comprendiamo le difficoltà del comparto ma reclamiamo chiarezza". A Cassino si producono le Alfa Romeo Stelvio e Giulia e la Maserati Grecale ma sia lo scorso anno che in questo primo trimestre del 2026 sono state più le giornate di fermo che quelle lavorate. Cassino plant, è stato ricordato, è l'unico del Gruppo in Italia a non avere visto rispettato il piano che assegnava una mission ad ogni Plant. Il progetto per le nuove Giulia e Stelvio risulta sospeso in quanto i modelli full elettric, pronti per la produzione, non hanno attirato gli ordini e non è stato possibile finora sostituirli con modelli dalle motorizzazioni ibride.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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