PESCARA, 22 AGO - Sono 2.532 gli ettari di territorio bruciati in Abruzzo tra il 15 giugno e il 15 agosto 2026, pari a 3.546 campi da calcio. È il dato aggiornato diffuso da Legambiente nel report Italia in Fumo. Sono 13 gli incendi registrati in regione, ma il bilancio è ancora in aggiornamento. A livello nazionale, nello stesso periodo, sono andati a fuoco 90.300 ettari. Particolarmente colpite sono state le aree naturali protette, dal Parco nazionale della Majella al Parco regionale Sirente Velino, fino al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Tra gli episodi più gravi, l'incendio del Monte Morrone, nel cuore della Majella, e quelli che hanno interessato Lucoli e Rocca di Cambio, nel Sirente Velino, e la pineta nella Valle del Giovenco, vicino a Bisegna. "Le fiamme rappresentano una nuova ferita al cuore naturalistico degli Appennini e dell'Italia", dichiarano Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente, e Donatella Pavone, direttrice di Legambiente Abruzzo. L'associazione chiede che venga fatta piena luce sugli incendi e che siano rafforzati controlli, monitoraggi e sanzioni penali contro chi appicca i roghi. Legambiente sollecita inoltre la Regione Abruzzo a rafforzare la gestione forestale sostenibile del proprio patrimonio, che conta oltre 475 mila ettari di foreste, pari al 44% del territorio regionale. Dall'Abruzzo l'associazione rilancia infine l'appello al Governo per rafforzare la prevenzione a livello nazionale: piena applicazione della legge sugli incendi boschivi, monitoraggi capillari, aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco e maggiore coordinamento della Protezione civile. Legambiente chiede anche un sistema nazionale trasparente, sul modello europeo EFFIS/Copernicus, con dati aggiornati su incendi, danni e costi di spegnimento e prevenzione.
Legambiente, in Abruzzo bruciati 2.532 ettari in due mesi
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