ROMA, 28 MAG - La ricerca italiana è in buona salute, solida e dinamica, e negli ultimi vent'anni è riuscita a colmare le differenze nella qualità inizialmente presenti tra le varie istituzioni del Paese, offrendo un quadro più omogeneo rispetto al passato. È quanto emerge dal Rapporto sulla Valutazione della Qualità della Ricerca che fotografata la situazione nel periodo compreso fra il 2020 e il 2024, presentato oggi a Roma dall'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur). Al rapporto hanno partecipato 132 istituzioni, di cui 100 università, 13 enti pubblici di ricerca e 19 istituzioni volontarie, per un totale di quasi 76mila ricercatori. La valutazione, rileva l'Anvur, non offre una classifica, ma fotografa i risultati della produzione scientifica, delle attività di valorizzazione delle conoscenze e della capacità di attrarre progetti competitivi internazionali. "La Valutazione della Qualità della Ricerca costituisce un percorso complesso e impegnativo - afferma Alessandra Celletti, vicepresidente e membro del Consiglio direttivo Anvur - che abbiamo affrontato con trasparenza e responsabilità, auspicando che i risultati possano offrire un contributo prezioso alla promozione della qualità della ricerca e alla valorizzazione delle conoscenze. Possibili linee di intervento futuro - aggiunge Celletti - riguardano l'inclusione di altri aspetti come la capacità di generare valore sociale, culturale ed economico, e l'esplorazione delle opportunità offerte dall'Intelligenza Artificiale, mantenendo sempre la centralità del giudizio umano".
La ricerca italiana è solida, colmate le differenze tra istituzioni
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